La Nuova Sardegna

Olbia

«Incentivi al turismo: sì, ma con che fondi?»

Filigheddu, del gruppo di opposizione “Arzachena concreta”, teme che il prezzo sia l’aumento di tasse

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ARZACHENA. Le opposizioni esprimono alcune perplessità sul patto stretto dall'amministrazione con le imprese del turismo per allungare la stagione. L'incentivo comunale da 1 milione di euro complessivo, inserito nella programmazione 2016, dovrebbe essere distribuito tra gli operatori del settore che il prossimo anno si impegneranno a tenere aperte le strutture oltre il periodo estivo. I consiglieri di minoranza chiedono agli amministratori dove e come intendono reperire i fondi.

«La notizia sta suscitando grandi aspettative fra gli operatori del comparto turistico – dichiara Angelo Filigheddu, consigliere di minoranza del gruppo “Arzachena concreta” –. Di fatto è un'ottima notizia per contribuire a rilanciare il settore. Il sindaco ha dichiarato pochi giorni fa che questo è uno degli impegni assunti dall'amministrazione a inizio mandato. Bene. Ma dove sono i fondi? Nel bilancio 2016 non risultano accantonati. Risulta invece un aumento di tasse, ma neppure l'innalzamento dell'aliquota Imu garantisce un flusso di denaro di questa portata».

«Stiamo valutando in quale forma utilizzare il milione di euro, cioè se concedere contributi o agevolazioni fiscali alle imprese – aveva dichiarato l'assessore al turismo, Gianni Baffigo –. La risorsa economica permette di offrire servizi ai turisti anche nei periodi di spalla perché supporta le aziende che lasceranno aperti i battenti 6-7 mesi l'anno». «Chiediamo chiarimenti al sindaco e all'assessore al turismo – incalza Angelo Filigheddu –. Cresce il sospetto che per recuperare il milione di euro gli amministratori stiano studiando proposte per introdurre nuove imposte. Aleggia già lo spettro della tassa di soggiorno, un'imposta comunale a carico dei turisti che alloggiano nelle strutture ricettive come contributo per il mantenimento dei servizi locali, che dovrebbero riscuotere e poi versare all'ente gli stessi operatori del settore turistico. Ci auguriamo – conclude – che non siano fuochi di artificio di fine mandato dell'amministrazione Ragnedda». (w.b.)

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