La Nuova Sardegna

Olbia

Verso l’autopsia virtuale: la parola agli esperti

Venerdì un convegno organizzato dal dipartimento dei servizi diagnostici Anche nella Asl di Olbia si potranno stabilire le cause di morte con una tac

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OLBIA. «Post mortem imaging: un’alternativa plausibile?”: è il tema di un convegno organizzato dal dipartimento aziendale dei servizi diagnostici della Asl di Olbia per questo venerdì: l’appuntamento è al museo archeologico con inizio alle 8 e mezzo: più di 200 le richieste arrivate da vari specialisti per poter partecipare, ma la sala congressi riuscirà a contenerne la metà.

Non è un caso che sia stato scelto questo tema: l’obiettivo del reparto di radiologia, infatti, è quello di arrivare a eseguire in tempi brevi l’autopsia virtuale, così come già avviene in altri ospedali italiani, quando non ci sono complicazioni medico-legali importanti.

In pratica, è con una Tac che si possono stabilire le cause della morte. Ad anticipare qualche dettaglio, è il direttore del dipartimento di radiologia Vincenzo Bilfulco che è anche direttore scientifico del convegno. «Da alcuni anni - spiega - è attiva una collaborazione tra le unità operative di anatomia patologica e medicina legale e quelle di radiologia per l’esecuzione di indagini radiologiche post mortem per fini medico-legali o per riscontri anatomapatologici. Le immagini radiologiche, soprattutto, rappresentano infatti documenti obiettivi e persistenti nel tempo, utilizzabili negli uffici della Procura e nella conferma della causa della morte e oggi il progresso tecnologico ha permesso di includere tra queste indagini la tac, la risonanza e gli ultrasuoni. Operazioni che si aggiungono agli esami condotti con i ragg x. Il connubio medicina legale/anatomia patologica-radiologia, opera sul fronte dello studio del cadavere: con l’avvento della tomografia computerizzata, gli studi di radiologia forense e di correlazione anatomopatologica hanno avuto un forte impulso. La tomografia, infatti, permette di ottenere sezioni assiali del corpo visualizzando con precisione le strutture anatomiche: inoltre, con le attuali apparecchiature ad alta definizione, si è in grado di “navigare” in maniera virtuale attraverso le strutture anatomiche oggetto dell’indagine. E’ nata così la possibilità dell’autopsia virtuale - chiude Bifulco -, chiamata anche “virtuopsia” che consentirà di rispondere ai vari quesiti con un esame non distruttivo».

Altro interessante capitolo che verrà affrontato al convegno, sarà lo studio “post mortem” imaging nell’età fetale e neonatale eseguita prevalentemente con tac e risonanza magnetica.

All’incontro di venerdì parteciperanno specialisti che arrivano da varie parti della Sardegna e da diversi ospedali italiani. (s.p.)

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