Olbia, il sindaco pressa Abbanoa: servono interventi urgenti
È ancora irrisolto il caso dell’acqua “al manganese” non potabile da settimane L’Adiconsum promuove una class action: assemblea in piazza Mercato
OLBIA. L’emergenza idrica avanza e il sindaco, stanco di non ricevere risposte adeguate per tranquillizzare i cittadini, sollecita nuovamente Abbanoa (ma anche l’Enas e l’Egas), per chiedere un intervento urgente sulle condotte ormai a pezzi e sgravi nelle bollette dell'acqua che attualmente non può esser utilizzata per fini alimentari.
Il sindaco Gianni Giovannelli, infatti, lo scorso 27 ottobre aveva firmato un’ordinanza che imponeva il divieto di utilizzo a fini alimentati dell'acqua distribuita sul territorio comunale per via del «superamento del valore di parametro per il manganese, oltre all'evidenza di colore e torbidità superiori ai valori consigliati», si legge nell'ordinanza. Parametri che la rendono «non idonea per gli usi potabili e per l'incorporazione negli alimenti». «Le spiegazioni fornite – spiega il sindaco in una dura lettera scritta ieri ai gestori della rete idrica – fanno riferimento alla critica situazione in cui versano alcuni impianti, a cui si devono aggiungere il loro stato manutentivo e il livello dell'acqua contenuto negli invasi». A fronte di queste motivazioni, l'amministrazione comunale ha chiesto ai tre enti gestori interventi «inderogabili» che consentano «alla popolazione la fruizione di un prodotto idrico avente le caratteristiche di sicurezza e salubrità».
Nel frattempo in città cresce il malcontento e comincia la mobilitazione. Si parte da una class action contro Abbanoa: dopo le iniziative di Porto Torres e Castelsardo, l’Adiconsum Sardegna fa tappa a Olbia (sabato 7 novembre alle 11 in piazza Mercato, organizza l'Altra Olbia) per raccogliere le adesioni e intraprendere un’azione legale nei confronti dell’ente che gestisce il servizio idrico. Tanti i temi che verranno affrontati, non ultimo quello relativo alla non potabilità dell’acqua. Saranno presenti il presidente di Adiconsum Giorgio Vargiu e l’avvocato Franco Dore.(red.ol.)
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