Il nome di Sotgiu inciso tra quelli dei Giusti
Lo studioso e la moglie salvarono molti ebrei dalla deportazione nei lager. L’annuncio in un convegno
OLBIA. “La Sardegna di ieri e di oggi: il pensiero di Girolamo Sotgiu” è stato il tema del convegno organizzato l’altro ieri all’Expo dall’Anpi, dalla Fondazione Enrico Berlinguer e dal comune di Olbia in occasione del centenario della nascita del grande studioso, politico e sindacalista olbiese. Il convegno è stato anche l’occasione per annunciare che il nome di Sotgiu, insieme a quello della moglie Bianca Ripepi, verrà inciso, con il titolo di Giusti delle Nazioni, nel museo di Yad Vashem, a Gerusalemme. L’alta onorificenza è stata conferita a Girolamo e Bianca Sotgiu per aver salvato molti ebrei dalla deportazione nei lager nazisti, durante la loro attività di insegnanti nell’isola greca di Rodi.
Girolamo e Bianca Sotgiu hanno condiviso, con passione e dedizione, una vita di impegno totale nella politica e nella cultura. I momenti più significativi si ritrovano nel libro autobiografico, scritto da Bianca Sotgiu, intitolato “Da Rodi a Tavolara”, isola nella quale è sepolto il suo Girolamo, figlio di Antonio Sotgiu, sindaco socialista di Olbia tra il 1906 e il 1910 e fratello minore dell’avvocato Giuseppe Sotgiu.
Il convegno è stato aperto dalla poesia“Scarpette rosse” di Joyce Lussu, recitata da Arcangelo Cossu. Poi le relazioni introdotte da Tore Derosas e Domenico Piccinnu, presidente dell’Anpi gallurese. Sono intervenuti Giulio Calvisi, Giorgio Macciotta, Giuseppe Meloni, Stefano Pira, Piero Cossu, Gianni Giovannelli e Giampiero Scanu. Il chitarrista Mauro Mibelli ha eseguito una sua rivisitazione di due brani della tradizione sarda.
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