Emergenza idrica, l’ipotesi del piano B «Riapriamo Puzzoni»
La Maddalena, si lavora per sistemare il vecchio acquedotto Il sindaco: «Abbiamo sollecitato l’intervento di Abbanoa»
LA MADDALENA. La soluzione contro l’emergenza idrica sarebbe dietro l’angolo. Ma il condizionale è più che d’obbligo. Si potrebbe utilizzare il vecchio acquedotto comunale, nella zona di Puzzoni. Ma Abbanoa non ha mai attivato il potabilizzatore. E l’intero impianto dovrebbe essere bonificato.
Il tema dell’acqua arriva in Consiglio comunale. I cittadini sul piede di guerra. In alcuni quartieri dell'isola l'acqua è torbida e giallastra. Il sindaco Luca Montella, prima di firmare un'ordinanza di non potabilità, attende di conoscere i risultati delle analisi chieste alla Asl. Né vieterà l'utilizzo solo se i valori del manganese (il metallo che ad alta concentrazione rende l'acqua color tè) non saranno conformi a quelli previsti dalle norme. I consumatori alle prese col disagio stanno acquistando acqua in bottiglie. Anche se al momento risulta potabile non si fidano di utilizzarla per usi alimentari.
«Il punto è - dichiara in sala consiliare il primo cittadino – che l'acqua della diga non è potabile. È grezza, né può essere depurata perché Abbanoa, il gestore del servizio idrico che ha in concessione l'impianto, non ha attivato il potabilizzatore da troppo tempo». Non solo. La stessa diga ha bisogno di essere bonificata. «L'intervento di bonifica si poteva effettuare nei periodi di siccità – afferma Gaetano Pedroni, capogruppo di minoranza che ha portato in aula consiliare il problema dell'acqua e si è fatto portavoce dei disagi di alcuni abitanti –. L'acquedotto della Maddalena va ripristinato, è una grande risorsa per la città. È una situazione inaccettabile, le infrastrutture vanno riattivate quanto prima».
Il bacino artificiale nel rio Puzzoni ha una capacità di 553mila metri cubi, alto 20 metri e mezzo, fu costruito tra il 1931 e il 1935, su progetto dell'ingegner Domenico Dettori. «Ci siamo già mossi in questa direzione, abbiamo chiesto un intervento ad Abbanoa e sollecitato le strutture di vigilanza sulle dighe – risponde Montella –. Una volta il Comune era concessionario dell'impianto, oggi no. Abbiamo sollecitato anche gli ingegneri degli enti competenti a trovare una soluzione in tempi rapidi».
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