La Nuova Sardegna

Olbia

Antonio Balata: punto nascite da salvare

di Angelo Mavuli
Antonio Balata: punto nascite da salvare

Il capogruppo di minoranza: anche a noi dev’essere concessa la deroga. Popolo dei Lucchetti: uniti contro la cancellazione

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TEMPIO. «Smentisco categoricamente che fra me e i colleghi sindaci dell’alta Gallura possa esserci qualunque tipo di polemica relativamente alle risultanze dell’incontro avvenuto lunedì mattina a Tempio con l’assessore Arru e al quale per impegni istituzionali io ero assente». La decisa e risoluta richiesta di precisazione arriva da Giomartino Loddo, sindaco di Calangianus, irritato «per come sia stato interpretato da alcuni, su Facebook, un brevissimo scambio di battute con il sindaco di Luras».

All’indomani dell’incontro con l’assessore Arru che, dicendosi disponibile ad accettare sulla sanità il 90 per cento delle richieste dell’Alta Gallura, annunciava però anche la cancellazione del Punto Nascite, (dopo il forte disappunto di Andrea Biancareddu, rappresentante incaricato dell’intero territorio che ha dichiarato irrinunciabile la richiesta di permanenza del Punto nascite), arrivano anche i commenti di altri esponenti del territorio.

Primo fra tutti quello del capogruppo consiliare di Tempio Libera, Antonio Balata. «La ventilata chiusura del Punto nascita dell'ospedale Paolo Dettori - ha detto ieri Antonio Balata durante la riunione del consiglio comunale -, deve essere contrastata in tutti i modi dal momento che a livello regionale sembra che vengano applicati come al solito due pesi e due misure. Nonostante diversi punti nascita regionali abbiano un numero di parti inferiore a 500, infatti  per quasi tutti verrà concessa una deroga. L'unico Punto nascita che verrà chiuso risulterà quindi solamente quello di Tempio. Il fatto è particolarmente grave dal momento che non sono ancora stati attivati (e non si sa quando lo saranno), lo Sten( sistema di trasporto per l'emergenza neonatale) e lo Stam (sistema di trasporto assistito materno), unici meccanismi di garanzia a protezione dei neonati e delle gestanti. Vale la pena ricordare che dopo la chiusura del punto nascita dell'ospedale di Ozieri sono nati in ambulanza ben 15 neonati. Non ritengo che nascere in ambulanza - conclude Balata -, sia più sicuro che nascere in un Punto nascita che ha meno di 500 parti». Sulla stessa frequenza d’onda anche il popolo del Luchetti che con Mario Satta, dopo aver espresso la piena condivisione con la posizione dei sindaci, dichiara inaccettabile la soppressione del Punto nascite ed annuncia battaglia. «Su questo punto, misureremo anche la volontà di unità del territorio tanto sollecitata dal presidente del distretto Antonio Satta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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