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Olbia

Autismo, ecco come riconoscere i sintomi

Autismo, ecco come riconoscere i sintomi

Convegno dell’associazione Isola Madre. Lo specialista Brighenti illustra cure e percorsi da seguire

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OLBIA. Sono tante, anche in Gallura, le famiglie di bambini e ragazzi autistici. Un tema di “elevata criticità”, così come lo definiscono gli esperti, del quale si è parlato nei giorni scorsi: l’occasione è arrivata con il convegno dell’Expo’ sul tema “autismo e sindromi correlate”, organizzato dall’associazione femminile “Isola Madre Nuove Prospettive”, istituita di recente alla Maddalena e guidata da Rina Pileri..

Una voce su tutte ha spiegato di che cosa si tratta: quella di Maurizio Brighenti, specialista di grande competenza e direttore dell’Uoc di Neuropsichiatria infantile e psicologia dell'età evolutiva del centro diagnosi cura e ricerca per l'autismo Verona.

«La tematica dell'autismo, oggi, ci spinge verso territori della mente e della scienza che un tempo non erano considerati - ha spiegato Brighenti -. Molte ipotesi stanno emergendo nel comprendere le cause e il funzionamento del cervello di queste persone che si presentano con abilità molto differenti da quelle comuni e con un forte bisogno di essere riconosciuti come individui che possono partecipare all'incontro sociale e non solo come persone disabili. L'autismo, patologia sempre più in crescita nell’età evolutiva, è una malattia neurobiologica che coinvolge lo sviluppo e la integrazione delle funzioni cerebrali: dopo un periodo di benessere dalla nascita, nella maggior parte dei casi di autismo il bambino fra i 12 e i 18 mesi manifesta una serie di regressioni funzionali in cui perde la capacità di interagire con le persone e con l'ambiente. I principali segnali precoci del disturbo coincidono con la perdita dello sguardo sostenuto verso le persone, perdita del sorriso, dell'attenzione condivisa, il bambino non risponde se chiamato, fa giochi ripetitivi e monotoni, si isola dal contesto affettivo e reale, non imita, non sviluppa normalmente un linguaggio verbale. Con il gruppo di lavoro di Verona - aggiunge lo specialista - abbiamo sviluppato un modello dell'intervento basato sullo sviluppo precoce dei processi di interazione che parte dal recupero dei processi neuropsicologici utili per interagire, in primis lo sguardo, le funzioni esecutive e i processi comunicativi. Oggi si è dimostrato che un intervento precocissimo e intensivo permette di risolvere buona parte di questi sintomi precoci - ha chiuso Brighenti -, anche se non risolve completamente il fenomeno autistici. La priorità è quella di informare genitori, pediatri, educatori e insegnanti delle scuole (nido e materne) per conoscere i sintomi di allarme e inviare al più presto possibile i bambini nei centri specializzati». Un obiettivo che si è posta anche l’associazione Isola Madre promuovendo percorsi di formazione sul modello di intervento nei processi di interazione e offrendo supporti clinici e riabilitativi per le persone con autismo, intervenendo dai primi segnali del disturbo fino ai bisogni degli adolescenti e adulti. (s.p.)

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