Sos di Adiconsum: "Punti di rifornimento per garantire l’acqua"
L’appello ai sindaci: «La non potabilità sta causando disagi. File nei supermercati per fare le scorte, è inaccettabile»
OLBIA. «Servono punti di rifornimento d’acqua nei vari quartieri delle città». La richiesta arriva da Adiconsum ed è rivolta ai sindaci del territorio che hanno emesso di recente l’ordinanza di non potabilità dell’acqua, con il divieto di utilizzo per qualsiasi fine alimentare.
«Il problema è serio - spiega Antonella Meloni, neo responsabile dell’Adiconsum gallurese -.. C’è la fila, nei market, per comprare l’acqua e per assicurarsi una scorta. Quella che scende dai rubinetti, oltre a non essere potabile, è anche sporca. E in alcune case, addirittura, a causa della crisi idrica, non ne arriva un goccio. Ma ci sono tante famiglie, soprattutto quelle colpite ancora una volta dall’alluvione, che non ce la fanno più ad acquistare casse d’acqua, anche perché spesso si riesce a trovare tra gli scaffali solo quella più costosa. E allora? Allora, lo ribadiamo, bisogna garantire un rifornimento alla popolazione».
Ma se l’Adiconsum lancia l’appello, è perché ha ricevuto decine e decine di proteste da parte dei cittadini.E’ lo sportello di via Cimabue (aperto al pubblico ogni mercoledì dalle 16,30 alle 19) che continua a raccogliere le segnalazioni. «Ma gli utenti ci fanno anche mille domande. Si chiede, per esempio, come mai si reputi necessario e urgente intervenire sui potabilizzatori soltanto ora. Se il deficit strutturale esisteva già, come mai non sono stati adottati interventi prima che la situazione precipitasse? A questi e a molti altri quesiti - continua la responsabile di Adiconsum - noi non siamo in grado di dare risposte, ma esigiamo che chi di dovere spieghi con tempestività come stanno le cose»
Accanto a questa emergenza, ci sono poi quelle che vivono quotidianamente coloro che continuano a ricevere bollette dagli importi pazzeschi o che si trovano improvvisamente con l’acqua slacciata. «E quando ciò avviene in un modo che riteniamo illegittimo - prosegue la Meloni - non possiamo certo stare in silenzio. E’ il caso di una famiglia olbiese, di cui fa parte anche una disabile. Ebbene, la posizione di questa famiglia nei confronti di Abbanoa è in regola. Eppure da un giorno all’altro il contatore dell’acqua è sparito». (s.p.)
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