Olbia, traffico di cocaina: gli arrestati ricorrono al Riesame
I difensori di diversi indagati hanno presentano istanza di revoca al tribunale della libertà di Sassari
OLBIA. Il tribunale del riesame di Sassari esaminerà presto, il ricorso contro i provvedimenti restrittivi che hanno portato in carcere e ai domiciliari i componenti la banda di presunti spacciatori sgominata a Olbia il mese scorso. Non tutti gli indagati, a partire dal presunto capo dell’organizzazione dedita allo smercio di sostanze stupefacenti, il trentanovenne ristoratore di origini campane Cristian Ambrosio, (finito in carcere con Marco Manzo e Giada Carta), hanno fatto ricorso al tribunale del riesame. Per la sua posizione i difensori Marzio e Mario Altana attendono l’esito di alcune perizie e richieste documentali prima di inoltrare proposte di attenuazione dell’attuale stato di detenzione in carcere.
Identica linea quella condotta da Marco Manzo, assistito dall’avvocato Daniela Peru, e da Anna Saba. In attesa delle decisioni del Riesame restano dunque gli altri indagati: Mauro Carboni, Lino Cau, Alessandro Arcangeli, l’egiziano Mohamed Ali Hassan e Matteo Cuccu, finiti in cella o agli arresti domiciliari nell’ ambito dell’ inchiesta portata avanti dal sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Angelo Beccu e condotta dagli uomini del commissariato di Olbia guidati dal vice questore Fernando Spinicci, I difensori avvocati Giampaolo Murrighile, Antonello Desini e Luca Tamponi, e Fabio Varone dopo aver letto gli atti processuali a carico dei loro clienti e l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Marco Contu – da cui emerge chiaramente che l’operazione “Casa mia” coinvolge gran parte della Olbia bene –, e all’esito degli interrogatori di garanzia, dove tutti gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, giocano ora la carte del tribunale della libertà.
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