Un vertice in Comune sull’acqua al manganese
Chiesto dal sindaco Giovannelli, è in programma il 18 negli uffici comunali Le scorte del Liscia potrebbero esaurirsi entro 90 giorni, occorre fare in fretta
OLBIA. Un summit sulla situazione dell’acqua al manganese: lo ha chiesto e ottenuto il sindaco Gianni Giovannelli dopo l’emanazione dell’ordinanza sulla non potabilità. Mercoledì 18 novembre alle 11 nella sede del Comune in via le Dante si riuniranno tutte le figure ineteressate. Lo ha fatto sapere l’Egas, l’Ente di governo dell’autorità d’ambito, dopo la lettera del 5 novembre in cui il primo cittadino, constatato che dai rubinetti usciva acqua giallastra e maleodorante, chiedeva una riunione per fare il punto sulla questione «al fine di affrontare le problematiche sulla fornitura di acqua potabile alla città e lo stato di emergenza idrica», Egas ha fissato un incontro per mettere attorno a un tavolo i responsabili di Abbanoa, di Enas, del Comune e il componente del comitato istituzionale d’ambito, che per la Gallura è il sindaco di Arzachena, Alberto Ragnedda.
«Permane la forte preoccupazione per la carenza di acqua – dice Giovannelli –, determinata da una situazione meteo sfavorevole, ma anche dalla insufficiente condizione delle infrastrutture per quanto riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria di dighe e condotte. È importante un confronto tra tutti i soggetti più accreditati per risolvere la questione e studiare come portare avanti tutte le iniziative necessarie».
Abbanoa parla di 90 giorni, dopo i quali potrebbero esaurirsi le scorte idriche nel caso di mancate precipitazioni: «È vero, ma ho visto che la Regione si sta muovendo – commenta il sindaco – . Mi auguro che con l’incontro del 18 si aprano canali di finanziamento e di sburocratizzazione, come chiedeva l’assessore regionale Maninchedda: occorre che una situazione di emergenza preveda la realizzazione di opere straordinarie con procedure più snelle che diano risultati nell’immediato. Chiaro che non si possono seguire quelle normali, il rischio è che la crisi ci travolga».
La preoccupazione per l’aggravarsi della situazione è palpabile, gli olbiesi sono costretti a spendere cifre extra per acquistare acqua in bottiglia da usare per scopi alimentari: «Mi attendo che in tutte le zone colpite dal problema ci sia innanzitutto una risposta sotto il profilo dell’abbattimento delle tariffe – dice Giovannelli –: se con l’acqua non ci puoi cucinare, se è meglio non lavarsi e magari nemmeno lavare la biancheria, stiamo pagando come acqua potabile ciò che tale non è». E le analisi richieste all’Asl che fine hanno fatto? «La mia ordinanza è stata fatta esclusivamente sulla base delle comunicazioni di Abbanoa (che parlavano di valori del manganese ben oltre la soglia, addirittura di 10 volte, ndc), in via cautelativa e preventiva. Normalmente decisioni del genere si prendono sulla base di dati dell’azienda sanitaria, ma per me già quel colore e quell’odore erano tali da non lasciarmi tranquillo, così ho preferito non attendere. Avevo chiesto alla Asl delle analisi, so che stanno facendo dei monitoraggi diffusi per avere un quadro il più ampio possibile e promettono un referto entro pochissimi giorni, credo entro lunedì. Se ci dovesse essere un ritorno alla normalità, questo deve essere chiaramente certificato dall’Asl».
Che succederebbe se la situazione dovesse peggiorare? «Stiamo prevedendo un servizio di autobotti, ma la presenza di molte abitazioni con cisterne creerebbe delle problematiche tecniche. Stiamo comunque studiando altre strade per non lasciare scoperta la città nel caso che meteo e analisi dovessero emettere un verdetto impietoso».
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