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Olbia

Emergenza idrica, l’impianto dell’Agnata finisce sotto accusa

di Walkiria Baldinelli
Emergenza idrica, l’impianto dell’Agnata finisce sotto accusa

Arzachena, l’acqua resta non potabile in tutto il territorio Demuro: «Abbanoa non cura abbastanza le manutenzioni»

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ARZACHENA. L'emergenza idrica in Gallura non è legata solo alla siccità, che come conseguenza ha fatto salire il livello di manganese nell’acqua che esce dai rubinetti. L'impianto di potabilizzazione dell'Agnata non funziona bene. Abbanoa due anni fa aveva chiesto e ottenuto con una delibera del Consiglio comunale, il via libera per potenziare la struttura e raddoppiare la portata dell'acqua erogata: circa 1.600 litri al secondo rispetto agli attuali 800. Per ampliare l'impianto oltre 30mila metri quadri erano stati trasformati dal punto di vista urbanistico in zona di servizi. «Il progetto è pronto ma non è ancora partito – dichiara il sindaco Alberto Ragnedda –. Affronteremo questa e altre questioni a Olbia il 18 novembre, nell'incontro con il sindaco Gianni Giovannelli e l'Egas, l'Ente di governo dell'autorità d'ambito». Pier Sesto Demuro, ex responsabile Esaf del distretto Gallura, denuncia. «Il vero problema è l'abbandono totale degli impianti – dice –. L'imputato principale è il vertice di Abbanoa che non cura abbastanza le manutenzioni delle strutture. Il potabilizzatore dell'Agnata non funziona in tutta la sua filiera». Va ripristinato anche il corretto funzionamento della torre di presa dell'acqua nel lago del Liscia. «È una specie di proboscide manovrata da un argano che viene posizionata nel punto più idoneo in cui prelevare l'acqua, oggi non è alla quota ottimale – spiega Demuro –. Ecco perché c’è una quantità di manganese superiore alla norma». Il sindaco risponde poi alle sollecitazioni dei gruppi di opposizione, che con una interrogazione chiedevano chiarimenti sulla non potabilità dell'acqua. «L'amministrazione a settembre, in tempi non sospetti, si era preoccupata di conoscere la qualità delle acque. Avevo inviato una richiesta alla Asl che poi aveva fornito rassicurazioni. Poi è stata la stessa Abbanoa a dichiarare lo stato di emergenza idrica. Ma senza aspettare gli esiti delle analisi, il 29 ottobre ho emesso l'ordinanza di divieto per uso alimentare. Stiamo ancora aspettando i nuovi risultati dalla Asl. Nel frattempo per tamponare l'emergenza, i cittadini possono utilizzare l’ acqua delle fontanelle pubbliche che è potabile».

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