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Olbia, i dirigenti: non abbiamo preso un euro

Olbia, i dirigenti: non abbiamo preso un euro

Chiamati in causa da Enza Tucconi i due ingegneri Azzena e Zanda si difendono sulle progettazioni del Piano Mancini

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OLBIA. Amareggiati per le accuse: «Tutto falso». Con procedura irrituale i due dirigenti parlano in aula. Si difendono dal telaio d’ipotesi che la consigliera comunale di maggioranza Enza Tucconi ha disegnato attraverso una mozione. Spiegano perché l’amministrazione comunale ha deciso di affidare loro l’incarico per la progettazione delle opere di mitigazione del rischio idraulico, in sostanza il dossier del dopo-alluvione 2013 noto come Piano Mancini. «Abbiamo lavorato giorno e notte, sabato e domenica, ogni giorno oltre l’orario d’ufficio, ma non abbiamo preso un euro oltre lo stipendio». Costantino Azzena, dirigente del settore Pianificazione e gestione del territorio e il collega Antonio Zanda, dirigente del settore Ambiente e manutenzioni, ribadiscono a voce davanti all’assemblea civica quel che è scritto in una relazione di cinque pagine messa a punto dall’amministrazione comunale e inviata anche alla procura della Repubblica.

La relazione. Una “memoria” necessaria per «rimuovere le preoccupazioni» e per non lasciare in sospeso «né dubbi né ipotesi di reato completamente destituite di fondamento», dice il sindaco Gianni Giovannelli. Ma che soprattutto racconta punto per punto le procedure seguite e nel dettaglio di una tabella spiega alcuni numeri dai quali, ironizza il sindaco, si evince che non c’è in giro alcuna Banda Bassotti. Nella sintesi, le cifre dicono di un costo totale di progettazione di 2 milioni e 250mila euro. Se affidati all’esterno, quegli incarichi sarebbero costati 8 milioni e 938mila euro. Si ottiene perciò che l’affidamento dell’impegno alla struttura tecnica interna al municipio ha generato un risparmio di 6 milioni e 148mila euro. Afferma il sindaco e ribadiscono i due ingegneri, che quest’ultima cifra si tradurrà anche nel vantaggio di essere destinata a ulteriori opere di mitigazione.

Le regole. Tutto nel pieno rispetto delle regole. In particolare della legge sugli appalti che fa divieto, in casi come questo, di destinare denaro ai dirigenti delle strutture tecniche interne alle amministrazioni. La legge del 2006 prevede che gli incentivi per la progettazione interna siano calcolati nel due per cento sul prezzo a base d’asta, con divieto per i dirigenti e limiti bassi per l’altro personale delle strutture coinvolte. Regola ripresa pari pari, ribadisce il sindaco, in una determinazione del 15 giugno scorso, che ha destinato l’80 per cento agli incentivi e il 20 all’acquisto di beni, strumentazioni e tecnologie funzionali alla progettazione.

L’errore. Enza Tucconi ha chiesto la rettifica del quadro finanziario obiettando un errore nel valore delle percentuali (non il 2 per cento ma sarebbe corretto l’1,75, il che vuol dire circa 500mila euro dei quali avrebbero goduto anche i due ingegneri) e segnalando che non correggerlo avrebbe potuto configurare un’ipotesi di peculato. La consigliera comunale ieri non ha potuto prendere parte al consiglio comunale per ragioni di salute. La discussione della sua mozione è stata rinviata ad altra seduta. Ma l’esigenza manifestata da Giovannelli per l’immediato chiarimento ha inevitabilmente puntato i fari sull’argomento. Il dibattito, come ha precisato il presidente dell’assemblea Vanni Sanna, si terrà comunque in presenza della consigliera che dovrà esprimere in aula le proprie valutazioni.

La stima. L’intervento dei due ingegneri è stato preceduto da un attestato unanime di solidarietà da parte dei presenti pronunciato da Francesco Sanciu (Forza Italia), poi al termine seguito da altre dichiarazioni di stima. La prima quella di Giorgio Spano (Pd2) che ha segnalato: «Se si ipotizzano reati ci si assume la responsabilità di denunciarlo e si va in Procura non nel consiglio comunale». Ancora Giovanni Ricciu (Pd1) e Antoio Pizzadili (Unidos). (gpm)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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