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Olbia

Abbanoa sott’accusa: gestione distratta

Abbanoa sott’accusa: gestione distratta

Il Consiglio comunale discute il caso manganese e denuncia deficit nella fornitura del servizio. Mercoledì il faccia a faccia

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OLBIA. Il problema non è il manganese, che pur essendo decisamente poco gradevole e non propriamente amico della buona salute è la conseguenza non la causa. Semmai a fare danno è la debolezza del servizio di fornitura che si abbatte sulla qualità dell’acqua immessa nella rete idrica. Il punto è la gestione degli impianti, dalla potabilizzazione alla rete. «L’acqua è gratis, si paga il servizio. Se questo non viene fornito come dovuto non si capisce perché debba essere pagato – puntualizza Giorgio Spano (Pd2) –. Il nodo è la gestione del sistema idrico, che deve essere assicurata nel modo migliore». Nel mirino del consiglio comunale finisce così Abbanoa. «È nostro compito vigilare – spiega l’assessore all’Ambiente Giovanna Spano –, perchè l’acqua in Sardegna è una risorsa contenuta».

A tenere aperti gli occhi affiorano le crepe, tanto da spingere Benedetto Cristo (Upc) a invocare l’intervento della magistratura. «E chiaro – osserva – che non si tratta di mancanza d’acqua ma di qualità della potabilizzazione. Manca la manutenzione ordinaria. Insomma, è roba da procura della Repubblica». Il bacino del Liscia ha fatto registrare 34 milioni di metri cubi al 31 ottobre scorso, contro i 62 della stessa data un anno fa. Ma la quantità attuale non è tale da suscitare emergenze. In ogni caso Olbia potrebbe ragionare su ipotesi di approvvigionamento alternative da altri bacini che forniscono acqua di ottima qualità, suggerisce Nicolò Midulla (Centro democratico).

Le criticità ora sono altre, sono tante e vanno affrontate con tempestività. «Ci sono numerosi interventi necessari da eseguire con immediatezza sia per migliorare la potabilizzazione e sia per la qualità della captazione dal bacino», sottolinea il sindaco Gianni Giovannelli. Se ne parlerà il 18 in un incontro sollecitato proprio dalla giunta comunale, con l’Autorità d’ambito (Egas), Abbanoa e Enas. La riunione sarà allargata ai capigruppo del consiglio comunale.

Chiamare in causa Abbanoa non abbassa tuttavia l’attenzione sul manganese. Per ragioni di sicurezza il sindaco nei giorni scorsi aveva disposto il divieto di utilizzo dell’acqua. Non solo. Su disposizione della Asl, la stessa Abbanoa, attraverso un proprio tecnico, ha fornito al Comune gli esiti dei controlli più recenti. Il dato dice un valore di 325 microgrammi accertato il 21 ottobre. Mentre l’11 novembre sono stati registrati 89 microgrammi. Una situazione in miglioramento, anche se le analisi provengono dallo stesso gestore e la circostanza suscita perplessità tra i consiglieri comunali. Antonio Pizzadili (Unidos) dice apertamente che «il sistema Abbanoa non ci convince, sui dati abbiamo il dovere di dubitare», e chiede all’amministrazione di fare eseguire analisi in proprio. Liliana Pascucci (Pd1), firmataria della mozione sul problema dell’acqua, riferendosi alle conseguenze derivate dalla presenza del metallo, osserva: «Paghiamo moltissimo per questo disservizio. Abbanoa tolga i costi di potabilizzazione dalla bolletta». Impegno che, assicura il sindaco, verrà chiesto al gestore nell’incontro del 18. Appuntamento che non entusiasma Francesco Sanciu (Fi): «Non dobbiamo fare nessun confronto con Abbanoa. Dobbiamo dire loro che non ci possono prendere in giro. Anzi, si doveva intervenire prima, perché ci sono esigenze di potenziare il servizio». (gpm)

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