Due anni dopo l’alluvione premiazione al Geovillage
Martedì durante la partita di volley dell’Hermaea consegna del riconoscimento “Angeli del fango ad honorem” a chi si è distinto in quel 18 novembre del 2013
OLBIA. Il 18 novembre. Una data che Olbia non può, non potrà dimenticare. Mai. Nel male e nel bene. Perché il bene, in quel terribile giorno di due anni fa e in quelli successivi, ha assunto varie forme, vari volti. Come quello degli Angeli del Fango.
Una squadra femminile di pallavolo, l'Hermaea, che da allora ha assunto quel nome e non l'ha più cambiato, portandolo dalla serie B alla seria A. Con tante delle sue giocatrici che, allora, non andarono ad allenarsi per mettere il loro tempo a disposizione di chi aveva bisogno di aiuto.
Il prossimo 18 novembre, gli Angeli del Fango, impegnati in casa in una partita della A2, conferiranno un premio: Angelo del Fango ad honorem. Il presidente della società, Gianni Sarti, ideatore dell’iniziativa, non ha ancora rivelato il nome di chi sarà premiato. Ha preparato tutto per bene, con una bella locandina. Farà conoscere la scelta nei prossimi giorni.
Un'iniziativa, quella di mercoledì prossimo, significativa: l'appuntamento è al Geopalace, il palazzetto del Geovillage, alle 21, durante l'incontro tra l'Hermaea e la Fenera Chieri.
Le motivazioni del premio saranno illustratre da Sarti durante la cerimonia, che nell'intenzione del presidente della squadra «vuole essere un riconoscimento a chi, a Olbia e per Olbia, ha fatto grandissime cose, durante le due alluvioni e non solo».
È possibile che si tratti di un’associazione impegnata nel volontariato. Una delle tante che a Olbia, da decenni, sono al fianco di chi soffre, di chi ha bisogno. Una di quelle che, spesso, sopperiscono all’assenza delle istituzioni, con sempre meno risorse a disposizione. Che danno una mano nelle più svariate situazioni di disagio.
Un angelo del fango ad honorem, dunque, che premierà chi rappresenta questo mondo. Un modo, anche, per non dimenticare. O per non far dimenticare che le ferite lasciate dalla tragica alluvione del 18 novembre 2013 sono purtroppo ancora vive. Che molti di quei problemi non sono stati risolti, e che l’alluvione dello scorso 1 ottobre ha ancora di più toccato nel profondo.
Un’occasione, dunque, per riportare d’attualità, davanti all’opinione pubblica sarda, uno dei momenti più dolorosi della città.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
