Olbia, la rivolta del quartiere Baratta
Quattro alluvioni subite. Raccolta di firme e appello a Stato e Regione: "Intervenite per salvarci"
OLBIA. Il quartiere Baratta conosce bene cosa è un’alluvione. Gli abitanti dell’area al lato del Siligheddu ne hanno visto le conseguenze in ben 4 occasioni: nel 1979 poi nel 1983, quindi quella tragica del 2013 il cui secondo anniversario cade domani, e poi anche il primo ottobre di quest’anno.
Un incubo, non ci sono altre definizioni. Aspettano risposte da tempo, si sono rivolti a tutti, in maniera decisa, educata. Ora però hanno rotto gli indugi. Alcuni più intraprendenti di altri, hanno iniziato a fare il giro del quartiere, raccogliendo firme. Ne hanno messo insieme 667, testimonianze vive di tanti cittadini che sperano che le autorità di Olbia, della Regione, dello Stato intervengano e pongano fine a quell’incubo.
Con quelle firme in calce, è stato poi prodotto un documento che è stato inviato al governatore della Sardegna Francesco Pigliaru, al presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, all’assessore regionale alle finanze Cristiano Erriu e a quello dei lavori pubblici Paolo Maninchedda. Ancora, in indirizzo c’è anche il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli. «I sottoscritti cittadini di Olbia, residenti nel quartere Baratta, continuamente e gravemente colpiti dalle alluvioni, in particolare a partire dal 1979 e a seguire negli anni 1983, 2013, 2015, tenuto conto di conseguenza che il limite di sopportazione è giunto a totale esaurimento (siamo tutti esasperati e angosciati, e molti anche disperati), chiedono in modo tassativo e non discutibile, di accelerare tutte le procedure finanziarie e burocratiche per la realizzazione delle opere strutturali e infrastrutturali assolutamente necessarie per il territorio e indispensabili per la sicurezza sia delle persone che dei beni materiali e immateriali»
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