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Olbia

Il polmone verde respira aria nuova, via al restyling

di Angelo Mavuli
Il polmone verde respira aria nuova, via al restyling

Da oggi l’Ente Foreste al lavoro nella Pineta di San Lorenzo Si adotta un nuovo metodo di potatura: il “Tree-climbing”

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TEMPIO. La Pineta di San Lorenzo, definita da sempre “polmone verde della città”, sarà sottoposta da oggi dai tecnici dell’Ente foreste a un ampio restyling con un nuovo metodo di potatura definito “Tree- climbing” che letteralmente significa arrampicarsi sull’albero. A darne notizia, ieri mattina, è stato lo stesso Francesco Quargnenti, assessore all’Ambiente, che ha espresso soddisfazione per l’intervento dell’Ente Foreste con l’auspicio che seguano quanto prima altri interventi «particolarmente necessari - ha detto l’assessore -, alla rivitalizzazione ed allo svecchiamento del bosco».

Tree-climbing. A spiegare il nuovo sistema di potatura è Maurizio Barneschi, dipendente dell’Ente foreste, esperto della nuova tecnica di lavoro che, nata negli Stati Uniti nei primi anni Ottanta e successivamente diffusa in Italia, viene utilizzata da arboricoltori con notevole successo in quanto consente di operare in assoluta sicurezza su alberi di qualsiasi dimensione senza limiti di altezza, larghezza o morfologia del terreno evitando l’utilizzo di piattaforme aeree o altri mezzi meccanici. L’arboricoltore ben attrezzato, sale sull’albero con delle corde ed inizia ad operare dall’interno stesso della chioma verso l’esterno, riuscendo a raggiungere quindi ogni punto dell’albero sul qual si deve intervenire, per potature e sfoltimenti. E’ un tipo di approccio con la pianta che sta gradualmente sostituendo gli interventi tradizionali eseguito con mezzi meccanici che risultano spesso limitanti ed in certi casi anche dannosi alla pianta. «Gli attrezzi di lavoro di un climber, tralasciando i dispositivi di ancoraggio alla fune - spiega Barnesch -i, sono gli attrezzi da taglio manuali classici quali forbici da potare, tronca rami, seghetto giapponese corto e telescopico, motosega o elettroseghe a batteria di svariate taglie. Lo strumento più importante di un climber, però, - conclude Barneschi -, è sicuramente il suo cervello, l’amore e il profondo rispetto nei confronti degli alberi da conservare per le generazioni future».

Storia della Pineta.La nascita della Pineta non come “Pineta di San Lorenzo” ma come “Bosco Littorio”, viene fissata dallo storico Tomaso Panu nel suo bel volume “Storia di Tempio e della Gallura”, al 30 maggio del 1927. Giorno in cui il consiglio comunale di allora deliberò il rimboschimento di una piana deserta di circa quattro ettari ad ovest della città. Fu ribattezzata “Pineta di San Lorenzo” (in onore dell’omonima chiesetta del 18° secolo ancora oggi meta di devozione da parte dei fedeli),solo alla fine della guerra, per festeggiare la caduta del fascismo.

Rimboschimento. Oggi la maggior parte del bosco formato da “Pinus radiata”, si presenta al visitatore, pur più pulita rispetto agli anni passati, con alberi secchi, avvizziti dal tempo e dall’incuria (mai potati), «sicuramente da sradicare e da sostituire magari con querce» come sin dal 2011 andava affermando, inutilmente Alessio Sussarello, direttore delle sede tempiese dell’Ente Foreste.

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