L’Aspo è un gioiello: nuova maxi sede e bilancio in ordine
In via Indonesia il quartier generale della municipalizzata I vecchi uffici di via Capotesta sono stati ceduti al Demanio
OLBIA. La testa si ricongiunge al resto del corpo. In via Indonesia c’èrano soltanto depositi e officine. Adesso c’è anche una palazzina nuova di zecca che ospita gli uffici amministrativi. L’Aspo ha dunque un unico quartier generale: abbandona gli stabili di via Capotesta, nel centro città, e trasferisce gli uffici in zona industriale, dove da anni si trovano le strutture tecniche. Ieri il taglio del nastro del nuovo stabile che profuma di vernice fresca.
I nuovi uffici. Per l’azienda municipalizzata, che si occupa soprattutto di trasporto pubblico, è un passo importante. La nuova sede degli uffici è stata costruita in due anni. Ed è costata 1 milione e 700mila euro. «Di questi, 600mila li ha messi l’Aspo, il resto è un finanziamento regionale – spiega il presidente Luciano Lombardo – . È un bel progetto, questa sede fa proprio al caso nostro. Ora abbiamo tutto qui, uffici e area tecnica». La palazzina, inaugurata con la benedizione del parroco di San Paolo don Gianni Satta, è composta da quattro livelli per un totale di 950 metri quadri. Le stanze sono tutte luminose e spaziose. C’è anche la reception e un grande archivio sotterraneo. Al momento, comunque, dirigenti e impiegati dell’Aspo si trovano ancora in via Capotesta. Il trasloco sarà a dicembre. Poi gli uffici di via Capotesta, di proprietà della municipalizzata, passeranno al demanio. Lo Stato, in cambio, cederà al Comune l’ex caserma della guardia di finanza di corso Umberto, che diventerà così la nuova sede dell’università.
Azienda virtuosa. L’Aspo conta oggi 120 dipendenti, ma d’estate si arriva a 140. I bilanci sono in ordine, ribadiscono tutti con orgoglio. «Sono soddisfatto – dice Davide Bacciu, assessore ed ex presidente Aspo -. Questa è una società multidisciplinare e sempre molto efficace. È sicuramente un bell’esempio». Contento anche Gianni Derosas, vicepresidente Aspo e numero uno della municipalizzata negli anni Ottanta: «In quegli anni l’Aspo si occupava solo di trasporto pubblico, i dipendenti erano molti meno. Ora, invece, è una azienda più grande e si basa su un grande lavoro di squadra». Concetti ribaditi anche da Giuseppe Cadoni, membro del cda, Luigi Damigella, consigliere comunale, e Leonardo Marras, dell’associazione nazionale trasporti.
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