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Olbia

Il Partito dei sardi dice no al ritorno della Provincia

Il Partito dei sardi dice no al ritorno della Provincia

Riforma degli enti locali, il cordinatore Mauro Monaco canta fuori dal coro: «Meglio la nuova Unione dei Comuni come sede di pianificazione strategica»

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OLBIA. Sul disegno di legge di riforma degli enti locali il Partito dei sardi canta fuori dal coro delle forze politiche galluresi: inutile, anacronistico e irrispettoso del volere dei cittadini il ritorno alla Provincia Olbia Tempio. «Sarebbe meglio – dice il coordinatore Gallura e Monte Acuto, Mauro Monaco – che gli amministratori ragionino tra loro, e con i portatori d’interesse locali, sulla visione strategica di sviluppo che la Gallura vuole darsi per i prossimi decenni, anziché rincorrere improbabili successi dettati più da ragioni politico-elettorali che da reali ricadute socio-economiche sul territorio».

Il Partito dei sardi guarda invece alla nuova istituzione dell’Unione dei comuni come luogo di incontro per manifestare le proprie istanze, progettando e pianificando lo sviluppo socio economico della Gallura. «Di contro, purtroppo – dice Monaco – oggi gli amministratori, di qualsiasi appartenenza politica, riescono a unirsi solo quando si tratta di protestare per la perdita di qualche vantaggio o privilegio acquisito, ma difficilmente si ritrovano accomunati nel fare rete, su area vasta, proponendo azioni che portano realmente benefici per la comunità, in termini di ricchezza e posti di lavoro. Doverosamente gli amministratori pubblici devono far quadrare i conti, ma a questa attività non fa seguito quella di pianificare nel medio e lungo periodo. Dal punto di vista urbanistico ad esempio la mancanza di Puc in tanti comuni e la necessità di sbandierare la loro presentazione in prossimità della scadenza del mandato, la dice lunga sulla volontà di fare scelte coraggiose, qualsiasi esse siano».

«Crediamo – aggiunge ancora il coordinatore territoriale – sia invece giunto il momento di non rincorrere più scarsi e improbabili finanziamenti pubblici funzionali solo ad idee “a geometria variabile” dell’amministratore di turno che così facendo ritiene di aver assolto alla sua funzione elettorale nei confronti dei suoi concittadini; al contrario diventa doverosa un’azione coraggiosa da parte della pubblica amministrazione e dei portatori di interesse locali di rivedere l’assetto socio-economico della Gallura intera, a distanza di decenni dall’arrivo in Gallura del benessere generato dal turismo costiero, per proiettarla in un contesto internazionale e renderla veramente appetibile per investimenti duraturi, non più solo localizzati in un ospedale o in ville e resort di lusso individuati in alcuni comuni costieri, quali Olbia o Arzachena, seppur questi siano certamente strategici per il loro rilancio economico». (red.ol.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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