In Gallura riparte l’edilizia grazie alle ristrutturazioni
Nel 2015 primi timidi segnali di ripresa con +8,7%, migliore risultato in Sardegna Il segretario Bonacossa: la crisi non è finita, il futuro è la riqualificazione urbana
OLBIA. Fragile, timida, lenta. Ma la ripresa dell’edilizia in Gallura c’è. Lo dice il “Rapporto Cna sullo stato delle costruzioni nel 2015”. La vecchia provincia di Olbia-Tempio quest’anno registra la migliore performance in Sardegna. + 8,7 %. Seguono l’Ogliastra con + 3,4%, Nuoro + 3,1%. Male Oristano con -2,4 % e Cagliari -1,4%. Ma i mattoni della salvezza non sono nuovi. A trainare la ripresina ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche degli immobili esistenti.
La crisi non è alle spalle. I lunghi anni di mattoni invenduti pesano ancora sulla schiena del settore. Le nuove costruzioni sono sempre in grande difficoltà. In questo segmento dell’edilizia la fase recessiva non è terminata. Negli ultimi otto anni il nuovo cemento residenziale in Gallura ha subito un crollo che va dal 74 al 78,5%, il dato più alto in Sardegna. E si calcola che i nuovi volumi ultimati si ridurranno ancora. «La ripresa come appare dai numeri è ancora poco percepibile – commenta il segretario della Cna Gallura, Massimo Bonacossa –. La crisi c’è ancora e si sente. Ma quel timido segnale positivo va declinato in riqualificazione dell'esistente e miglioramento energetico. Un filone quest’ultimo dalle enormi potenzialità, rilevante sia dal punto di vista ambientale, che sociale ed economico».
La crisi insegna. Costretta a sopravvivere alla grande crisi, l’edilizia cambia pelle e filosofia. Non più mattone a ogni costo, ma cemento verde e di qualità. «In questi anni in cui il settore, da sempre pilastro dell’economia gallurese è sprofondato, è partita un riflessione seria da parte degli operatori e una evoluzione – spiega Bonacossa –. L'edilizia ha smesso di essere come è stata concepita per decenni. Costruire e costruire senza badare troppo ai materiali o al risparmio energetico. Oggi i concetti chiave sono recupero del patrimonio edilizio esistente e miglioramento in chiave energetica. La casa viene vista come il luogo in cui si sviluppa al massimo la qualità della vita. Temi che in altre realtà sono già stati metabolizzati da tempo, ma che qui si stanno presentando solo ora. Pur essendo questi dei temi disciplinati dall’Unione Europea, in passato operatori, progettisti e tecnici ne tenevano poco conto. Anche per adeguarsi a una domanda che preferiva il risparmio alla qualità». Non solo una filosofia del cuore, ma anche della tasca. «Queste novità possono offrire decenni di lavoro – sottolinea Bonacossa –, ma servono anche imprese sempre più qualificate e con una professionalità sempre più elevata». E anche l’alluvione del 2013, sembra quasi un paradosso, ha contribuito a ripensare il modo di costruire, nel rispetto dei vincoli e dell’ambiente.
Timido ottimismo. «Il quadro dei principali indicatori del settore confermano i segnali di ripartenza anticipati alla fine del 2014 – commenta Francesco Porcu, segretario regionale di Cna –. Ovviamente la crescita è troppo debole per assicurare un recupero significativo delle imprese e dei posti di lavoro che in questi anni di crisi si sono persi».
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