La Nuova Sardegna

Olbia

Marsigliese e letture, studenti in corteo contro il terrorismo

di Giuseppe Pulina
Marsigliese e letture, studenti in corteo contro il terrorismo

Strage di Parigi, centinaia di ragazzi delle superiori in piazza Con loro i docenti, ma l’invito alla città è stato snobbato

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TEMPIO. Con la Francia nel cuore e il pensiero rivolto verso un futuro incerto. È questo lo stato d’animo che ha caratterizzato la partecipazione di diverse centinaia di studenti delle scuole superiori cittadine alla manifestazione di ieri organizzata per mostrare solidarietà a tutte le vittime del terrorismo. A partire, ovviamente, dai recenti fatti di Parigi, le cui dure immagini sono ancora ben impresse nella memoria di tutti. Proprio a queste gli studenti hanno ispirato le loro riflessioni lette durante le tre tappe principali del corteo che si è concluso in piazza Gallura.

A prendervi parte sono stati quasi esclusivamente studenti e insegnanti e qualche cittadino appartenente al mondo dell’associazionismo locale. Segno che non tutti hanno raccolto l’invito degli studenti per una partecipazione più estesa. Ciò malgrado, la manifestazione è andata per il verso giusto, premiando gli sforzi degli organizzatori. Si è svolta addirittura con l’approvazione dei dirigenti scolastici che hanno concesso agli studenti di parteciparvi senza dover disertare le lezioni. Iniziata con le note della Marsigliese e terminata con un fragoroso applauso in piazza Gallura, la manifestazione ha avuto il suo momento più alto nella lettura dei testi degli studenti. Tra questi c’è stato chi ha proposto il discorso sulla pace di Chaplin nel “Grande dittatore”. Tanti hanno però voluto dire la loro facendo leva sull'emozione suscitata dai fatti parigini. «Penso alle tante domande dei bambini – dichiara Sebastiano Schintu, studente della V Scienze Umane – di fronte all’orrore della guerra e della violenza dilagante».

Un appello all’unità delle intelligenze viene lanciato da Marco Capitta (4ªB Scientifico): «Dobbiamo fare in modo che la violenza non rientri nella nostra normalità. Non è vero che davanti a questa realtà non possiamo fare niente, e questo è anche il primo messaggio della manifestazione, perché, oltre che seminare morte, questi criminali si sentono vincitori ogni volta che riescono a trasmettere ai popoli che attaccano i loro stessi sentimenti di odio». In gioco sono anche i valori che l’Europa incarnerebbe. Lo pensa Lorenzo Zaccagni (5ªA Geometri): «L’Europa – sostiene – è un vessillo di libertà che trova la sua identità nei principi di fratellanza, uguaglianza e giustizia. Non basta un attentato terroristico a sconfiggere questo spirito, anche se potrebbe incrinarlo momentaneamente». Parole condivise da Alessandra Canu (5ªA Artistico), per la quale serve maggiore coerenza, «perché – dichiara – dobbiamo pregare per tutto il mondo e non solo per Parigi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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