La Nuova Sardegna

Olbia

Nizzi: «L’acqua c’è, ma è filtrata male»

di Serena Lullia
Nizzi: «L’acqua c’è, ma è filtrata male»

Il deputato di FI punta il dito contro il potabilizzatore: la cattiva manutenzione, non la siccità, è la causa dei problemi

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Sulla strada dell'acqua. Dalla diga del Liscia al potabilizzatore dell'Agnata per capire perché dai rubinetti di mezza Gallura esce acqua gialla. Il deputato di Forza Italia, Settimo Nizzi, fa visita ai due impianti. Il primo gestito da Abbanoa, il secondo dall’Enas. Al suo fianco dirigenti e tecnici delle due strutture regionali. Un viaggio nel cuore del sistema idrico provinciale che fa acqua da tutte le parti. «In Gallura non abbiamo una emergenza idrica legata alla poca acqua – dice Nizzi –. Ci sono riserve per un anno. Ciò che non funziona è il sistema con cui l’acqua viene filtrata. Se solo Abbanoa investisse meno di 5 milioni di euro avremmo acqua in quantità e qualità. Altro che gialla, torbida e al manganese».

Agnata fatiscente. Nizzi non rinuncia al suo linguaggio ruvido e diretto per descrivere lo stato dell’Agnata. «L'impatto è stato devastante – dichiara –. La struttura è abbandonata da molti anni. Ci sono ruggine e incuria in ogni dove. Il sistema di potabilizzazione, sebbene risponda ai parametri di legge, avrebbe bisogno di una costante manutenzione. Questo avrebbe consentito un affinamento dell'acqua di maggiore qualità. Così i cittadini, invece che comprare acqua al supermercato avrebbero potuto usare quella del rubinetto». Il deputato spiega in modo tecnico come avviene il prelievo dell'acqua, l'immissione di sostanze per purificarla, il passaggio nelle vasche con otto filtri a sabbia. «Oltre a questo impianto, venti anni fa, ne era stato realizzato uno a carboni attivi con 24 filtri – aggiunge –. Ma non viene utilizzato ormai da tempo».

Diga nel degrado. Cambia lo scenario. Dall’Agnata alla diga del Liscia. Ma il tenore dei commenti è lo stesso. «Qui c’è una situazione drammatica – afferma Nizzi –. L’incuria la fa da padrona. Il torrino di presa dell'acqua, alto 50 metri, si trova in condizioni pietose, perde acqua e all'interno non c’è illuminazione. E poi tutte le saracinesche sommerse non possono essere manovrate, così come le valvole a farfalla, perché sono tutte rotte. Si parla di fare un intervento di manutenzione al torrino, incamiciandolo, invece che sostituirlo. Una pezza che verrà messa solo su 16 dei 50 metri»

Investimenti. Nizzi non ha dubbi. Se solo Abbanoa investisse 5 milioni di euro renderebbe moderni i due impianti, la qualità dell'acqua migliorerebbe. Addio manganese e divieti. «Mi domando come abbiamo permesso che Abbanoa facesse un disastro simile – afferma l'ex sindaco –. Con pochi milioni di euro di investimento ci verrebbe garantito il diritto ad avere acqua di qualità. Chiamo in causa il governatore Francesco Pigliaru e l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda. Devono trovare i fondi per gli interventi. E i sindaci siano da stimolo, facciano fronte comune nei confronti di Regione e Abbanoa affinché in poco tempo i problemi vengano risolti. Non sono qui per andare alla guerra contro i due enti, ma per chiedere un servizio migliore».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative