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Olbia

Arru: «Punto nascite, chiusura in tre anni» I sindaci dicono no

di Angelo Mavuli
Arru: «Punto nascite, chiusura in tre anni» I sindaci dicono no

Secondo l’assessore la cancellazione avverrà per step Biancareddu insiste: «Una deroga anche per il Dettori»

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TEMPIO. Se nell’imminente riorganizzazione della rete ospedaliera il punto nascite del Paolo Dettori dovesse essere soppresso, lo stesso potrebbe continuare a funzionare per almeno altri tre anni. La notizia arriva, tramite il suo ufficio stampa, dallo stesso assessore regionale Luigi Benedettoi Arru, impegnato a Roma nella conferenza Stato-Regioni. «In una breve pausa dei lavori, - spiega l’ufficio stampa -, l’assessore ha chiarito che la delibera 1280 del 17 novembre del commissario straordinario dell’Asl di Olbia, Paolo Tecleme, è un atto dovuto per illustrare con una relazione il bilancio preventivo economico annuale e pluriennale per il triennio 2016/2018. Il documento - spiegano riferendo le parole dell’assessore Arru -, non fa altro che uniformarsi agli atti di indirizzo regionali deliberati a luglio di quest’anno».

Per quanto concerne la chiusura vera e propria dell’attività nel punto nascite del Paolo Dettori, «la stessa non sarà immediata ma procederà per step. Gradualmente cioè, man mano che saranno messi a punto e approvati tutti i provvedimenti necessari alla sicurezza delle puerpere e del nascituro, fra cui anche l’elisoccorso. Tempi previsti: tre anni».

L’affermazione, che rispecchia peraltro altre precedenti dichiarazioni, non soddisfa assolutamente però, né gli amministratori comunali né i cittadini che continuano a parlare di scippo inaccettabile, «sul quale - secondo i sindaci che qualche settimana fa hanno incontrato l’assessore regionale a Tempio -, non ci sono margini di trattativa».

Stesso concetto, questo dei sindaci, confermato anche da Sandro Grussu, medico dell’Unità operativa di Nefrologia e Dialisi del Paolo Dettori, segretario provinciale del sindacato Cimo e dal popolo dei Lucchetti che, dopo il recente comunicato (con il quale ha anche chiesto ai sindaci più concretezza, coerenza e coraggio nelle scelte), ha reso nota la sua partecipazione, il 5 dicembre a Iglesias, ad un incontro dei movimenti spontanei che protestano e lottano contro il programma regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera predisposto dalla giunta.

«Sarebbe auspicabile - scrive il Popolo dei Luchetti -, anche una rappresentanza dei sindaci dell’alta Gallura. La loro presenza infatti, sarebbe significativa e rafforzerebbe reciprocamente la lotta che i singoli territori stanno portando avanti a difesa della Sanità, diritto, peraltro, sancito dalla Costituzione».

Da Andrea Biancareddu, infine, la conferma di voler convocare una riunione del consiglio comunale all’interno del reparto di Ostetricia.

«Sarebbe solo la prima di una serie di azioni clamorose contro la chiusura del Punto Nascite di Tempio. Se c’è una deroga per alcuni ospedali - ribadisce ancora una volta il sindaco -, la stessa deroga deve essere applicata anche al nostro».

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