Il Cipnes pronto a fornire l’acqua per la rete idrica
Dal Consorzio industriale segnali molto positivi dopo la lettera scritta dal sindaco La palla passa ad Abbanoa che deve richiedere il servizio all’ente di Cala Saccaia
OLBIA. La grande sete di Olbia potrebbe finire in questi giorni. Tutto grazie all’accordo che si dovrebbe stringere, è questione davvero di ore, fra Comune-Abbanoa e Cipnes. A scuotere con decisione la situazione di stallo è stato due giorni fa il sindaco di Olbia che, dopo aver saputo informalmente che l’Asl aveva avuto dall’Arpas un parere molto favorevole sulle qualità delle acque prelevate nella zona del depuratore di Cala Cocciani, curato dal Consorzio industriale provinciale, ha deciso di rompere gli indugia. il primo cittadino ha scritto una lettera sollecitando un accordo fra le parti per poter immettere nella rete di Abbanoa, l’acqua che è nella disponibilità del Cipnes. La risposta da Cala Saccaia, ieri, è stata molto incoraggiante. Infatti dal consorzio industriale sono molto disponibili ad accettare l’eventuale proposta di Abbanoa. Si tratterebbe, in questo caso, solo di capire quanto costerebbe all’ente che gestisce l’acqua in Sardegna, questo “prestito”. Dal Cipnes in effetti sono abituati a essere in credito con Abbanoa, ma questo fatto non fa fare una piega all’ente, pronto, ripetiamo, a offrire l’acqua che ha a disposizione.
La lettera. Gianni Giovannelli, che da inizio mese ha messo un’ordinanza per vietare l’uso dell’acqua, ha scritto una lettera indirizzandola al Cipnes, ad Abbanoa, all’Egas (ente gestore ambito Sardegna) ed Enas (Ente acque della Sardegna). «L’Asl, riferendosi al contenuto delle analisi effettuate dall’Arpas di Sassari sulle acque prelevate dal contatore posto presso l’impianto di depurazione del Cipnes in Cala Cocciani – ha scritto il sindaco di Olbia –, esprime il giudizio sanitario di idoneità al consumo umano dell’acqua in questione. Tenuto conto dei lavori di manutenzione che Enas ed Abbanoa stanno effettuando nel bacino del Liscia e sugli impianti di potabilizzazione che ancora non consento di poter giudicare potabile l’acqua distribuita nella rete cittadina, si sollecita la definizione di un accordo fra la stessa Abbanoa e il Cipnes in modo che le acque provenienti dall’impianto di potabilizzazione di quest’ultimo, possano essere immesse nella rete gestita da Abbanoa».
Abbanoa-Cipnes. Per fornitura di servizi, Abbanoa nel periodo 2005-2012 aveva accumulato qualcosa come 12 milioni di debito nei confronti del Cipnes. Tanto che il Consorzio si è tutelato rivolgendosi alla magistratura. Una parte di questi soldi sono stati restituiti, segno che fra le due parti un piccolo riavvicinamento c’è stato. Ovviamente gli olbiesi si augurano che questi precedenti non possano mettere in periodo l’accordo attuale, diventato fondamentale per restituire quanto prima l’acqua alla città.
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