Sindaco e avvocati a Roma «Il tribunale non si tocca»
Biancareddu contro l’ipotesi di una soppressione o di un trasferimento In una lettera al ministro Orlando la richiesta di un incontro sulla giustizia
TEMPIO. Le voci sempre più ricorrenti sulla possibilità che il tribunale di Tempio possa essere soppresso o trasferito a Olbia stanno angustiando non poco Andrea Biancareddu e la sua giunta che ha deciso di stringere i tempi sull’argomento con una serie di iniziative diplomatiche.
Avversari sotto traccia. «Ill tentativo - spiega Biancareddu - è di recuperare il gap che in questi ultimi anni si è andato creando fra l’Istituzione periferica comunale e le Istituzioni centrali, Governo, Ministeri e Funzionari, con i quali, altri personaggi galluresi, peraltro adusi a tali missioni, già da tempo stanno lavorando sotto traccia».
Tre Lettere. Biancareddu, che ha affrontato il tema qualche giorno fa in una lunga riunione di giunta e con una serie di telefonate propedeutiche in vista di un suo imminente viaggio a Roma, sabato mattina, per vie brevi e immediate, ha inviato tre lettere nelle quali affronta con diverse argomentazioni, a secondo dell’interlocutore, la questione della permanenza del tribunale in città.
Ministro Giustizia. Una lettera è stata inviata al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, «già noto alle cronache galluresi per avere promesso, all’indomani dell’alluvione del 2013, in qualità di Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, la ricostruzione della strada di Monte Pinu in quattro mesi». «E’ impensabile e illogico - scrive fra le altre cose Biancareddu - che ad appena due anni dall’attuazione della riforma, qualcuno possa ipotizzare la chiusura di un tribunale che funziona regolarmente e che si colloca al terzo posto nell’Isola per carico di lavoro».
Richiesta incontro. Biancareddu nella lettera al ministro, lunga ed articolata, chiede anche di essere ricevuto urgentemente a Roma, assieme ad alcuni avvocati del Foro di Tempio, «per poterle esporre con compiuta chiarezza, Signor Ministro, la situazione della giustizia in Gallura al fine di scongiurare decisioni gravemente pregiudizievoli per i servizi giudiziari esistenti su questo territorio».
Sottosegretario Giustizia. Esaustiva ed articolata anche la seconda lettera inviata a Cosimo Maria Ferri, sottosegretario alla Giustizia, al quale Biancareddu cerca di illustrare «l’illogicità e l’irrazionalità della scelta di chiudere o trasferire a Olbia il Tribunale di Tempio dove -, scrive il sindaco -, la riforma, con enormi sacrifici finanziari della comunità, è stata pienamente ed efficacemente attuata, con pubblico riconoscimento da parte dei vertici regionali della magistratura».
Pretese egoistiche. «Non posso pensare che ora il Governo voglia sperperare, senza alcun motivo oggettivo, il pubblico denaro a scapito di una Giustizia efficiente e per tutti, solo per soddisfare le pretese egoistiche di un gruppo di avvocati e per le ambizioni di qualche politico».
Michele Vieti. L’ultima lettera infine, è stata inviata all’avvocato Michele Vieti, presidente della Commissione per la riforma dell’ordinamento giudiziario presso l’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
