La Nuova Sardegna

Olbia

Liquami a Porto Istana, 17 maxi multe

di Antonello Palmas
Liquami a Porto Istana, 17 maxi multe

La polizia locale ha individuato i sistemi di scarico fognario abusivi delle ville. Previste sanzioni sino a 60mila euro

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OLBIA. Potrebbero dover pagare sino a 60 mila euro a testa diciassette proprietari di villette di Punzutu, una località nella zona di Porto Istana: hanno la fortuna di abitare in un autentico paradiso, ma non hanno ritenuto opportuno dotare le loro splendide abitazioni di adeguati sistemi di scarico delle acque reflue. Che infatti finivano sulla spiaggia e in mare. Lo hanno accertato gli agenti del comando di polizia locale di Olbia dopo una serie di accertamenti molto articolati per rintracciare i responsabili dell’inquinamento.

A denunciare la presenza di una pozza maleodorante sulla spiaggia di Punzutu, e dalla quale i liquami finivano in mare, erano stati alcuni turisti con un esposto nel quale evidenziavano, analisi alla mano, percentuali di colifecali ben al di sopra dei limiti consentiti. I risultati ufficiosi furono confermati dalle analisi svolte su incarico della polizia locale sui campioni prelevati ai primi di settembre. Era l’avvio delle indagini svolte dal nucleo di vigilanza ambientale del Comando guidato da Gianni Serra, iniziate lo scorso settembre immediatamente dopo la segnalazione.

Da subito si è intuito che la causa non poteva che essere legata a scarichi provenienti da qualche abitazione che si affaccia sulla baia. Le analisi confermarono la presenza di escherichia coli nell'acqua sulla spiaggia e in mare. L'attività successiva è stata particolarmente impegnativa; sono stati mappati tutti gli scarichi degli immobili di Punzutu, sono stati fatti sopralluoghi circostanziati in tutte le proprietà per verificare il sistema degli scarichi fognari che servono le singole abitazioni. Gli agenti hanno così scoperto che ben diciassette di queste unità immobiliari avevano sistemi di scarico delle acque reflue domestiche privi di qualsiasi autorizzazione: quasi sempre si trattava di fosse “Imhoff” con subirrigazione. La normativa impone infatti a coloro che scaricano acque reflue domestiche e non possono allacciarsi alla fognatura pubblica, di dotarsi delle necessarie autorizzazioni, che vengono rilasciate dal settore ambiente della provincia di competenza in seguito alla presentazione di una dettagliata documentazione, addirittura con la relazione di un geologo. Vanno rinnovate ogni 4 anni. La polizia locale ha così contestato altrettanti illeciti: ciascun trasgressore dovrà pagare una sanzione variabile tra 6.000 e 60.000 euro per violazione delle prescrizioni contenute nel Testo unico ambientale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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