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Olbia

Minaccia di far esplodere la casa ucraino arrestato dai carabinieri

Minaccia di far esplodere la casa ucraino arrestato dai carabinieri

Momenti di paura in una palazzina di via Leopardi: l’uomo immobilizzato dopo una lunga trattativa Voleva impedire alla madre di entrare nell’abitazione, poi ha puntato una fiocina contro i militari

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OLBIA. Un giovane ucraino, Vitaly Haplevskyy, 33 anni, disoccupato e con precedenti di polizia, ha minacciato di far saltare in aria la casa, in via Leopardi a Olbia, e poi ha puntato un fucile sub contro un carabinieri.

I militari del comando di Olbia, in un comunicato, hanno spiegato l'accaduto. «Nella tarda serata di mercoledì 2 dicembre è giunta al 112, numero unico di emergenza europeo, la richiesta di soccorso da parte di una donna, in evidente stato di agitazione, a cui era stato negato, da parte del figlio, l’accesso alla propria abitazione. La centrale operativa ha inviato immediatamente sul posto una pattuglia della radiomobile del reparto territoriale di Olbia. I militari hanno cercato invano di convincere il giovane ad aprire la porta ma, quest’ultimo, visibilmente ubriaco, brandendo un accendino in mano, minacciava di fare esplodere l’abitazione con il gas. Vista la situazione, i carabinieri, dopo avere acquisito alcune informazioni dai vicini, hanno messo in sicurezza l’abitazione chiudendo il gas che proveniva da alcune bombole poste all’esterno e mettendo in sicurezza l’area. Nel frattempo, è arrivata una seconda pattuglia di rinforzo. A quel punto, i carabinieri, avendo messo in sicurezza l’area da possibili deflagrazioni, hanno iniziato un’opera di persuasione fino a fare aprire la porta al giovane che, nonostante fosse armato di un fucile da sub carico che puntava contro i carabinieri, è stato disarmato, ridotto all’impotenza e dichiarato in stato di arresto per resistenza e minaccia aggravata a pubblico ufficiale e porto di armi».

Si è trattato dell'ennesimo episodio, secondo le testimonianze rilasciate ai carabinieri dai vicini di casa, di discussioni tra i due parenti. L’accendino, il fucile da sub e la fiocina sono stati sequestrati. Il giovane ucraino è stato rinchiuso in una camera di sicurezza del reparto territoriale.

Il processo a suo carico si terrà il 26 gennaio. Nel frattempo il giudice ha proibito al giovane di avvicinarsi alla casa della madre e ai posti che la donna frequenta.

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