Edilizia, nei cantieri cresce la sicurezza
Nel 2015 gli ispettori dello Spresal hanno eseguito 208 controlli e fatto 26 verbali. Fino a oggi nessun infortunio mortale
OLBIA. Spesso un esercizio di ingegneria creativa, in alcuni casi un cinico gioco di equilibrismo tra la vita e la morte. La sicurezza nei cantieri della Gallura migliora, ma con fatica. Le zone costiere sono quelle in cui l'amnesia da sicurezza è più diffusa. Parapetti inesistenti, ponteggi issati sul vuoto, ferri e travi pericolose come spade. Gli ispettori dello Spresal nel 2015 hanno passato al setaccio 208 cantieri. 18 i verbali di accertamento su quelli edili. 8 in aziende agricole e nautiche. Nessun incidente mortale fino a oggi. Spariti gli infortuni gravissimi.
Il convegno. Il tema della sicurezza sul lavoro è stato al centro del convegno-dibattito organizzato dallo Spresal, il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. Una occasione per imprese, geometri e ingegneri per ripassare le regole d'oro della sicurezza e per vedere alcune delle più eclatanti violazioni della normativa riscontrate nel territorio. In alcuni casi situazioni incredibili, che vengono giustificate con una frase ricorrente. «Abbiamo sempre fatto così».
La caduta dall'alto. Le irregolarità che emergono dalle visite degli ispettori dello Spresal la più ricorrente è quella della mancanza di sicurezza sopra i due metri. Con il pericolo di caduta dall'alto. «L'esigenza è duplice – spiega l'ispettore Miuccio Demontis –. Garantire agli operai la sicurezza su certe altezze e impedire che dall'alto cadano oggetti o attrezzi sotto».
I controlli. Fino a oggi gli ispettori dello Spresal hanno visitato 208 cantieri. In alcuni casi intervengono su segnalazione delle forze dell'ordine, altre volte a campione. Operativi in tutto il territorio della Asl. «26 i verbali di accertamento, 18 nei cantieri edili – aggiunge Demontis –. Le zone in cui si riscontrano maggiori irregolarità sono quelle costiere. Spesso ci sono tempi di consegna molto stretti da rispettare. E quindi non si presta attenzione alle regole. Rispetto al passato però la situazione è migliorata». Il compito degli ispettori Spresal è la verifica attenta del rispetto delle norme di sicurezza. Nel caso in cui ci siano delle irregolarità viene fatto un verbale di accertamento all’interno del quale vengono indicate le violazioni. «Viene dato un tempo congruo per mettersi in regola. Poi viene eseguito un secondo sopralluogo di verifica».
Le curiosità. «Durante un sopralluogo abbiamo trovato un operaio la cui sicurezza in quota era garantita da una fune legata alla cintura dei pantaloni – racconta Demontis –. Il caschetto di protezione assente o indossato al contrario è poi un gran classico».
Meno infortuni. Nessuna morte bianca a oggi nel 2015, e nessun infortunio gravissimo. Per trovare numeri di questo tipo in Gallura bisogna tornare indietro di due anni. «I sindacati diranno che è dovuto alla crisi dell’edilizia e al fatto che ci siano meno cantieri aperti – conclude Miuccio Demontis –. Anche quello può essere un elemento da considerare. Ma non il solo. Non si può negare che abbiano contribuito i continui controlli. Dallo scorso anno lo Spresal è passato da 5 a 8 dipendenti. E poi la formazione e una crescita generale della cultura della sicurezza».
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