Golfo Aranci: canti e presepe, la direttrice ci ripensa
Revocato il divieto delle manifestazioni natalizie nella materna. Il sindaco Fasolino: "In quella scuola i bambini sono tutti cattolici"
GOLFO ARANCI. Le note di “Tu scendi dalle stelle” e la grotta con il bambin Gesù, il bue e l’asinello allieteranno il Natale della scuola materna di Golfo Aranci. È bastato il confronto tra la direttrice didattica Raimonda Cocco e il sindaco e consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Fasolino, per far rientrare una polemica che – con buona pace di don Alessandro Cossu, il parroco che aveva provocatoriamente aperto le porte dell’oratorio per ospitare bimbi e genitori privati dei simboli natalizi –, si è risolta ieri mattina, domenica 6, nel corso di un incontro urgente sollecitato dal primo cittadino alla dirigente scolastica.
Un divieto, quello di realizzare il presepio nella scuola materna di Golfo Aranci e rendere protagonisti della loro festa i tanti bambini cantando le canzoni di don Alfonso Liguori e la laicissima, stranota, “Jingle bells”, che era stato inizialmetnte giustificato con la disposizione di una non meglio precisata circolare ministeriale, trasformata ieri nell’impossibilità di ricostruire il paesino di Betlemme, grotta compresa, nell’angusto andito della scuola. Infine, dopo l’incontro chiarificatore, la pace (laica) ha trionfato.
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Presepe e canti saranno la fotografia e la colonna sonora del Natale 2015 nella scuola materna di Golfo Aranci che – questa è la sorprendente e vera notizia del caso – non avrebbe comunque sollevato alcuna protesta da parte di gruppi religiosi non cristiani o cattolici per il semplicissimo motivo che, in quella scuola di Golfo Aranci, tutti o quasi i bambini sono di religione cattolica. «Forse l’eccezione la si potrebbe rilevare in alcune famiglie laiche ma nessuno – ha spiegato il sindaco Giuseppe Fasolino – vieterebbe l’ingresso a scuola dei propri figli. Non si tratta di proibire o meno manifestazioni religiose, ma di semplice buonsenso, che in questo caso è mancato. E della fretta di divulgare una notizia che non aveva, a mio parere, alcun fondamento». Il caso è stato risolto in un (quasi) battibaleno, togliendo le castagne dal fuoco al parroco che, contravvenendo all’insegnamento gesuita del “temen caute”, era salito sul pulpito contro il divieto prenatalizio. Un caso che il vescovo di Tempio, monsignor Sebastiano Sanguinetti, ha semplicemente definito come «del tutto inesistente».
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