La Fenice: «Difficoltà, ma stipendi pagati»
Il presidente della cooperativa che gestisce in convenzione Asl i servizi nella Rsa replica alle accuse
OLBIA. Nessuna disattenzione rispetto alle spettanze dei lavoratori. Certo, gli affanni non mancano nelle dinamiche gestionali, ma gli impegni si cerca di rispettarli. Così il presidente della coop La Fenice Edi Pisu, replica agli attacchi e alle polemiche nate nei giorni scorsi dal ritardi nei pagamenti che tocca i soci dipendenti. «È vero che i soci lavoratori vantano crediti verso la Cooperativa – spiega Edi Pisu – ma non è altrettanto vero, come si è detto in questi giorni, che da circa sei mesi La Fenice non retribuisce i propri soci». Le cose vanno diversamente, spiega Pisu, che ammette il periodo di sofferenza: «La Cooperativa continua a erogare una mensilità al mese, così come è stato deliberato dalle recenti assemblee, l’ultima delle quali si è tenuta lo scorso 10 novembre. Non solo, gli ultimi bonifici a favore dei soci lavoratori sono stati emessi il 16 novembre e l’1 dicembre scorsi».
Contributi. Tutto lineare per quanto riguarda gli aspetti previdenziali, aspetto richiamato nelle polemiche che hanno interessato la cooperativa. Anche su questo punto Edi Pisu risponde a quelle che ritiene «inesattezze» e propone la versione della Fenice. «Per quanto riguarda il mancato pagamento dei contributi previdenziali e degli opportuni controlli da parte degli enti, ci preme sottolineare che questi, in ottemperanza alla normativa vigente richiedono il Durc (documento unico di regolarità contributiva), il certificato che attesta contestualmente la regolarità contributiva per quanto concerne gli adempimenti Inps e Inail. Questa procedura viene sempre adottata prima di procedere alla liquidazione delle fatture. La nostra cooperativa è in regolare possesso di questo certificato».
Rapporti con la Asl. C’è poi il capitolo dei rapporti con l’azienda sanitaria per quanto riguarda la gestione dei servizi della Residenza sanitaria “Sole di Gallura” di via Tavolara. «La gestione dei servizi presenti nell’immobile non scaturisce da un appalto», precisa in primo luogo Edi Pisu. Quindi spiega: «Quella gestione dei servizi avviene a fronte di convenzione con la Asl (con scadenza annuale) e con i Comuni per le prestazioni dei servizi socio-sanitari socio assistenziali e socio-alberghieri». L’aspetto che attiene l’utilizzo dell’immobile, deriva invece da un rapporto di locazione diretto con il proprietario dello stesso immobile. Dunque del tutto distinto dalla materia dei servizi e dal rapporto tra la cooperativa e la Asl.
La verità. Ammesse le difficoltà ma non il disinteresse rispetto ai diritti dei lavoratori, Edi Pisu fornisce una lettura dei fatti differente rispetto alle obiezioni che sono state mosse alla cooperativa. «Osservazioni basate su notizie che non corrispondono al vero», ribadisce il presidente, riservandosi una sferzatina all’indirizzo di chi ha mosso le critiche: «Sarebbe meglio se chi abbia intenzione di rilasciare dichiarazioni che ci riguardano, almeno provveda alla preventiva verifica sulla veridicità delle informazioni che ha appreso».
L’Agci. Sul caso ha preannunciato un’interrogazione al sindaco e all’assessore dei Servizi sociali il consigliere comunale Michele Fiori, che è anche presidente dell’Agci Gallura, l’associazione generale delle cooperative. «Lo farò affinché anche il Comune di Olbia si faccia carico di verificare che, nel caso specifico e in altri casi potenziali, vi sia sia lo scrupoloso rispetto di tutte le norme che regolano il mercato della pubblica amministrazione e dei contratti nazionali di lavoro».
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