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Olbia

Allarme ambiente: nel rio San Nicola scorrono i liquami

di Dario Budroni
Allarme ambiente: nel rio San Nicola scorrono i liquami

Gli abitanti di via Veronese segnalano lo scarico sospetto Il comitato di quartiere: situazione immutata da 15 anni

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OLBIA. Ha un malloppo sottobraccio. Gerardo Deledda, membro del direttivo del comitato di zona Ospedale, dentro una cartella conserva le tappe di una storia infinita: copie di esposti, articoli di giornale, foto ormai sbiadite. «Ecco, ho conservato tutto. Questa è una storia che va avanti da 15 anni. E nessuno è mai stato in grado di risolverla». Sul rio San Nicola, all’altezza dell’incrocio tra via Veronese e via Leonardo da Vinci, c’è infatti uno scarico che oltre le acque meteoriche vomita molto spesso anche reflui fognari. L’odore non è dei migliori. L’acqua, da quel punto in poi, si tinge di scuro e continua a scorrere verso il mare, passando accanto al parco Fausto Noce e al vivaio della forestale.

Cittadini esasperati. Non si sa bene cosa succeda sotto il manto stradale del quartiere. Ma l’ipotesi più accreditata è questa: la fogna, quando si intasa, a quanto pare nella zona tra via Sangallo e via De Fabbris, si riversa nella rete delle acque bianche, alla quale è collegata. E quindi va a finire dritta nel canale. «Certe volte l’acqua che esce dallo scarico è pulita, altre volte invece è sporca e maleodorante – spiega Gerardo Deledda, membro del comitato presieduta da Fulvio D’Anna -. Noi comunque non ne possiamo più. Tutto questo si ripete ininterrottamente dal 15 anni. Abbiamo fatto di tutto: siamo intervenuti come comitato, si sono fatti avanti anche singoli cittadini. Ma niente. Assistiamo solo allo scaricabarile delle responsabilità. Il Comune dice che ci deve pensare Abbanoa e viceversa».

Vecchia storia. Dalla bocca dello scarico di via Veronese esce innanzitutto acqua scura con sfumature verdastre. «Ma esce anche carta igienica» specifica Gerardo Deledda. Una situazione che ha allarmato e che continua ad allarmare tutti gli abitanti della zona. La fogna, infatti, va a finire in mare e ovviamente emana un fetore che si insinua nelle narici. Ma a farne le spese, nel corso degli anni, sono state anche le diverse specie di animali che popolavano le acque e le sponde del rio San Nicola. Il signor Gerardo Deledda, finanziere in pensione, mostra per esempio vecchie fotografie che ritraggono decine di carpe, tinche e anguille stecchite. Poco più di un anno fa, invece, proprio nei pressi dello scarico incriminato, erano stati ritrovati alcuni germani reali. Pure loro morti. «Un tempo il rio San Nicola era ricco di fauna – conclude Gerardo Deledda -. Ora non più. Qualcuno dovrà pur intervenire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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