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Olbia

Harrods, una finta perizia per l’impianto antincendio

di Giampiero Cocco
Harrods, una finta perizia per l’impianto antincendio

L’ ingegnere incaricato dalla Porto Cervo Marina accusato di falso in atti pubblici L’amministratore Mariano Pasqualone dovrà rispondere di concorso di reato

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INVIATO A PORTO CERVO. L’impianto antincendio sul molo vecchio di Porto Cervo ha inondato di guai un ingegnere di Ferentino, incaricato dalla Porto Cervo Marina srl di predisporre una perizia tecnica sui lavori in area demaniale. Una perizia che è costata l’incriminazione di falso in atti pubblici a Marco Mastrangeli e di concorso nello stesso reato all’amministratore della Porto Cervo Marina srl, Mariano Pasqualone, il manager della Costa Smeralda più volte finito nel mirino della procura della Repubblica. La vicenda risale al marzo del 2013, quando i carabinieri della stazione di Porto Cervo intervennero sui lavori di scavo che si stavano effettuando sul molo vecchio di Porto Cervo, una trincea nella quale doveva passare una canaletta per impianti eletrici e tubature dell’acqua. I lavori – propedeutici alla realizzazione della piattaforma rimovibile che ospita ogni anno gli stand del mercatino del lusso di Harrod’s – vennero fatti passare, attraverso la perizia elaborata da Marco Mastrangeli, come inderogabili lavori di manutenzione dell’impianto idrico e antincendio esistente. Una perizia depositata agli atti penali e sulla cui attestazione si basò la decisione del gip del tribunale di Tempio di non convalidare il sequestro conservativo dell’area sottoposta a gli scavi (buona parte del molo vecchio, un’area demaniale concessa in locazione pluriennale alla Porto Cervo Marina srl) effettuato dai carabinieri. La vicende diede avvio ad una lunghissima serie di accertamenti sulle attività della Costa Smeralda, (non ancora conclusi) e, tra questi una controperizia, disposta dal capo della procura della Repubblica Domenico Fiordalisi, sull’impianto antincendio. Che risulta non sia mai stato modificato dal momento della posa, con colonnine non funzionanti. Da qui l’accusa di falso in atti pubblici per il consulente della Porto Cervo Marina e di concorso nello stesso reato per il suo amministratore delegato.

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