La Maddalena, riapre il Centro umanitario
Il Comune ha stanziato 30mila euro per la struttura gestita da 112 volontari che aiuta 65 persone
LA MADDALENA. Il centro umanitario comunale ha riaperto ieri i battenti. La struttura realizzata in un’ala dell'ex scuola americana della Trinita, gestita dai volontari della locale protezione civile, era stata chiusa lo scorso aprile per mancanza di fondi. L'amministrazione Montella ha stanziato 30mila euro per riempire gli scaffali vuoti di cibi e beni di prima necessità. Un sostegno per circa 65 famiglie in difficoltà. I 12 volontari effettuano anche consegne a domicilio per chi non può raggiungere la sede. «Il servizio si svolge nel rispetto della privacy e delle norme sanitarie – spiega l'assessore ai Servizi sociali, Maria Pia Zonca –. I pacchi sono personalizzati in base alle esigenze delle famiglie e ai componenti del nucleo familiare. Vengono distribuiti una o due volte al mese, secondo le necessità». Era stata la stessa Zonca nel settembre 2014 (all’epoca era assessore nella giunta Comiti) a inaugurare il centro gestito dalla protezione civile isolana, presieduta da Claudio Ciucci. Otto mesi fa lo stop forzato. «Dalla Regione, attraverso l a Provincia Olbia Tempio il Comune non ha più ricevuto i voucher – racconta l'assessore –. Così, subito dopo l'insediamento dell'amministrazione Montella abbiamo deciso di reperire i fondi dal bilancio comunale per acquistare i beni di prima necessità». Il servizio è svolto sotto la supervisione dei responsabili del Servizio sociale comunale. C'è un regolamento apposito. Chi usufruisce del sostegno ha un reddito Isee non superiore ai 5mila 500 euro. «Chiunque può attraversare un momento di difficoltà – afferma l'assessore Massimiliano Guccini -, l'amministrazione deve essere solidale e pronta a garantire un aiuto, senza lasciare nessuno indietro». Fra i sostegni comunali alle famiglie figurano inoltre 15mila euro di aiuti economici (circa 250 a famiglia) per chi non riesce a pagare le bollette. «Con l'anno nuovo, fra l'altro, potenzieremo il servizio della mensa civica – dice la Zonca –. Non forniremo solo i pasti all'ora di pranzo, puntiamo a un servizio di asporto. Ma soprattutto, con l'aiuto delle associazioni di volontariato, vorremmo aprire il centro anche alcuni pomeriggi la settimana, per trasformarlo in un punto di aggregazione sociale. (w.b.)
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