La Nuova Sardegna

Olbia

Due cittadelle della carità per aiutare i più deboli

di Serena Lullia
Due cittadelle della carità per aiutare i più deboli

Il vescovo illustra le iniziative dell’anno della misericordia nella diocesi di Tempio A Tannaule nascerà la struttura con centro di ascolto, un emporio e una boutique

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Il cuore grande del Giubileo in chiave gallurese. La diocesi di Tempio-Ampurias interpreta in modo semplice il messaggio impresso dal Papa su questo anno della misericordia. Guarda ai poveri, alle famiglie, agli immigrati, agli ultimi. Il vescovo Sebastiano Sanguinetti spiega il percorso lungo 12 mesi che coinvolgerà la Gallura. Previste diverse iniziative nelle tante parrocchie di Tempio e Olbia. E la nascita di due cittadelle della carità.

Chiesa in uscita. Il modo in cui il Giubileo verrà declinato in Gallura viene spiegato durante l'omelia che segue l’apertura della Porta santa. «Come diocesi abbiamo tradotto in modo semplice il messaggio del Papa legato al Giubileo, "un cuore grande" – dice –. L'anno della misericordia ci porta a essere Chiesa in uscita. Verso le periferie umane ed esistenziali, presenti purtroppo in abbondanza anche nel nostro territorio. Verso il mondo dei migranti che faticano a integrarsi. Chiesa in uscita verso tutti. Verso i profughi. Verso i poveri, in continuo aumento anche nel nostro territorio, che spesso mancano dei mezzi essenziali per una dignitosa esistenza. Una Chiesa in uscita verso le tante famiglie che per la perdita o la mancanza di lavoro non hanno i soldi per onorare l’affitto della casa, pagare la bolletta o comprare il pane. Molti di loro affollano la nostra Caritas diocesana e quelle parrocchiali, altri però non li riusciamo ancora ad avvicinare».

Le cittadelle della carità. Due poli diocesani per aiutare i più deboli. Uno a Tempio, l’altro in città. «Come segno concreto ed esemplare di questo anno giubilare, a sostegno di questa parte dolente di umanità abbiamo pensato a due poli diocesani che chiamiamo “cittadelle della carità” – sottolinea il vescovo –. La prima è stata inaugurata a Tempio qualche giorno fa. La seconda sta nascendo a Olbia, nel quartiere di Tannaule. Sta partendo in questi giorni la costruzione del primo stralcio del progetto. Ma il progetto è stato già avviato, anche se in locali diversificati. La cittadella è pensata e organizzata in modo da garantire il massimo della dignità alle persone che troveranno il sostegno di cui hanno bisogno. A partire dal Centro di ascolto, a cui si affianca il supporto medico, psicologico, legale, il microcredito, il prestito della speranza, fino a una boutique e un emporio in cui chi vorrà potranno scegliere abiti e beni di prima necessità in base alle loro esigenze. In questa logica di Chiesa in uscita, a servizio di tutti, apriremo una speciale porta della misericordia anche nel carcere di Nuchis».

Indulgenza da conquistare. Le parole misericordia, perdono, riconciliazione risuonano con tutta la loro maestosità nella basilica di San Simplicio. Il vescovo ricorda la complessità del messaggio del Papa e l’importanza del percorso interiore per ottenere l’indulgenza plenaria. «L'apertura della Porta santa è una occasione di grazia che ci è stata offerta dal Signore – dice Sanguinetti –, ma il passaggio attraverso quella porta esige comportamenti improntati alla misericordia e al perdono verso gli altri». Insomma nessuno pensi di sminuire il valore profondo del passaggio attraverso la Porta santa. Non si tratta di due passi per ottenere la cancellazione dei peccati. Il perdono di Dio arriva seguendo la strada della fede e delle regole. E quelle le ha indicate il Papa: la confessione, l’Eucarestia, la preghiera. Ma anche opere di misericordia corporale e spirituale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative