Olbia, nel Puc nuovi metri cubi in zona F ma solo per costruire hotel
Il Piano urbanistico consentirà non solo il riuso dell’esistente ma anche nuove costruzioni. Esaurito il tesoretto volumetrico per realizzare seconde case. Sì ai campi da golf
OLBIA. Il cemento non verrà messo al bando. Nel nuovo piano urbanistico ci sarà spazio per nuovi metri cubi, anche nelle zone F turistiche. Non saranno però mattoni di seconde case, ma di alberghi e club house a servizio dei campi da golf. L’amministrazione Giovannelli ottiene dalla Regione l’ok al pacchetto del nuovo cemento. Ma il riuso e la riqualificazione degli edifici esistenti restano il pilastro del nuovo Puc.
Riuso e riqualificazione. In città la bulimia da cemento resta. Nonostante la crisi, i palazzi fantasma, le brutture urbanistiche realizzate negli ultimi cinquant’anni. Ma lo strumento di pianificazione punta a domare la fame da blocchetto e a rimettere ordine nel caos di una città che con voracità ha consumato il territorio in nome dello sviluppo. «Tra le linee guida del Puc c’è il riutilizzo del patrimonio immobiliare esistente – spiega l’assessore all’Urbanistica, Carlo Careddu –. Abbiamo porzioni della città abbandonate a sè stesse, come le zone basse di via Veneto, con immobili composti da un solo vano in cui le moderne esigenze non sarebbe possibile vivere e che vanno ripensati in una chiave nuova».
Pianificazione decennale. Tecnici e amministrazione da mesi sono impegnati a disegnare la Olbia del futuro. A guidarli nel percorso verso il Puc la Regione, che dovrà poi mettere il sigillo di legittimità al Piano. «Il legislatore dice che, se dobbiamo pianificare per i prossimi dieci anni, si deve partire dal dato della popolazione e dalla sua crescita – continua Careddu –. Ci sono 57mila residenti a oggi, che per comodità indicheremo come 60mila. Nel momento di massima crescita, quello del boom economico, Olbia cresceva di 1000 abitanti all’anno. Un dato che se moltiplicato per i dieci anni di prospettiva ci porta a 70mila. Ma il nostro piano di fabbricazione, strumento di pianificazione a cui dobbiamo fare riferimento, è calibrato per molti di più. Sulla base di questi numeri dovremmo dire che in questa città non si può più costruire».
Tesoretto esaurito. Calcolatore alla mano il tesoretto di metri cubi a disposizione della città è esaurito, ma solo a metà. In base alla matematica del mattone non si possono più costruire seconde case, ma hotel sì. «Per chi ha una sensibilità piuttosto radicale potrebbe essere un bene evitare di consumare nuovo suolo – prosegue nell’illustrazione del Puc ai cittadini di zona ospedale l’assessore Careddu –. Ma non vogliamo demonizzare una attività importante come l’edilizia e ciò che ci ruota intorno, soprattutto se non si limita al momento della costruzione ma è funzionale a un certo modello di sviluppo».
Mattoni alberghieri. Dal confronto del Comune con la Regione è emerso che il pacchetto di nuovi volumi a disposizione di Olbia è stato eroso solo nella componente residenziale. In città non si possono più costruire seconde case. Ma potrà investire nel settore alberghiero. E a sorpresa nei campi da golf. «Le seconde case non sono più un valore aggiunto – conclude Careddu –, mentre l’alberghiero, e ciò che gira intorno al ricettivo, sì. La Regione ci consente di pianificare lo sviluppo nelle zone F in termini ricettivi. Nel nostro Puc non c’è solo riuso e riqualificazione ma, in misura ponderata, nuovi volumi. Di certo non saranno colate di cemento, ma ci saranno spazi per nuove iniziative alberghiere e anche per i campi da golf».
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