La Nuova Sardegna

Olbia

Triplice omicidio di Tempio, il consulente: «Frigeri è sano di mente»

Giampiero Cocco
Giovanni Azzena e Gulia Zanzani il giorno del matrimonio
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Giovanni Azzena e Gulia Zanzani il giorno del matrimonio

In aula davanti al gup del tribunale l’esame delle perizie neuropsichiatriche sul presunto assassino della famiglia Azzena

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TEMPIO. Il consulente del tribunale non ha avuto alcun dubbio, Angelo Frigeri, l’antennista di Tempio accusato della strage nella quale persero la vita tre persone il 17 maggio del 2014 è perfettamente sano di mente, dunque capace di intendere e di volere. Una analisi, quella del neuropsichiatra incaricato di effettuare una perizia sul presunto assassino della famiglia Azzena – il padre Giovanni, la madre Giulia Zanzani e il figlioletto della coppia, Pietro di 12 anni – dove nulla è stato trascurato, neppure la più insignificante delle “fisse” che il giovane antennista avrebbe manifestato all’interno del carcere di Bancali, dove si trova detenuto dal 18 maggio 2014.

Il giovane ha rinunciato a comparire in aula davanti al gup Vincenzo Cristiano all’udienza dove il perito ha illustrato la sua relazione medico-forense, un trattato sulle patologie mentali che hanno impegnato il difensore del presunto assassino, l’avvocato Giampietro Cocco, per oltre due ore in domande e approfondimenti. Il risultato finale è rimasto sempre lo stesso: Angelo Frigeri non soffre di alcuna patologia mentale.

Il gup Vincenzo Cristiano, che aveva accolto le richieste della difesa che aveva sollecitato un rito abbreviato condizionato all’esame del perito ha chiuso l’istruttoria dibattimentale e fissato le date per le discussioni e la sentenza. Il 25 gennaio prossimo parlerà la pubblica accusa, sostenuta in aula dal Pm che ha condotto le indagini, il sostituto procuratore della Repubblica Angelo Beccu, e le parti civili, rappresentate in aula dagli avvocati Tore Diana e Filippo Orecchioni, che assistono i familiari delle tre vittime dell’eccidio di Tempio, mentre per le tesi difensive e l’eventuale sentenza la data fissata dal giudice dell’udienza preliminare è quella del 15 febbraio 2016. L’imponente mole di prove raccolte contro l’antennista sono rimaste chiuse dentro i tre faldoni giudiziari dov’è raccontata una amarissima verità, una sconvolgente storia di lucida follia culminata con una strage senza movente. Un triplice omicidio scaturito all’improvviso, da una accesa discussione con Giulia Zanzani, con la quale Angelo Frigeri avrebbe avuto un diverbio finito a botte, nella stanzetta del piccolo Pietro. La donna, spintonata, sarebbe caduta di spalle battendo la testa contro lo spigolo di un tavolino, e alla vista del sangue il giovane avrebbe letteralmente perso la testa, aggredendo, in sequenza, il marito della vittima, Giovanni Azzena, qundo quest’ultimo era rietnrato a casa. E uccidendo il piccolo Pietro (che quel giorno non doveva trovarsi a Tempio) quando era ritornato dalla scuola. Testimoni scomodi di un c9olpo di testa, di un momento di esasperazione dovuto alle continue promesse di Giovanni Azzena di sistemare le questioni economiche pendenti. «Hanno pagato la colpa del padre», scrisse il presunto assassino da una cella del carcere, dichiarandosi estraneo al triplice delitto.

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