Il Pd è diviso sul tribunale Corda: dobbiamo salvarlo
Il segretario cittadino accusa la dirigenza provinciale: «Gli olbiesi si dimettano» Parte male il tentativo di riappacificare il partito in vista delle elezioni comunali
OLBIA. Le grandi manovre sulla futura sede del tribunale dividono la Gallura e a farne le spese, politicamente, è soprattutto il Pd, diviso oggi più che mai. «Le grandi emergenze – dice il segretario cittadino di Olbia, Angela Corda – portano, tra le altre conseguenze, a far sì che coloro che le subiscono tendano a disvelare la propria essenza più profonda. La vicenda della giustizia in Gallura non si sottrae a tale valutazione. È singolare constatare le diverse modalità d'approccio al problema. In una situazione che vede il Pd olbiese contrapporsi in due schieramenti antitetici, si può registrare l'attività fattiva e determinante di una parte che, attraverso il rappresentante del partito in Parlamento e il proprio organo di segreteria cittadina, si batte da anni per lo spostamento del presidio di giustizia a Olbia. Con ciò consentendo da un lato che il territorio possa continuare a fruire del servizio primario giudiziario e dall'altro operando per ottenere la sua possibile sopravvivenza, posto che è evidente la possibilità che il comune di Tempio e il suo territorio manchino dei numeri e delle forze necessarie per l'ottenimento di tale risultato». «Di contro – aggiunge Angela Corda – l'altra anima olbiese del partito si è tenacemente battuta per porre a capo di una segreteria, peraltro costituita al di fuori delle regole, un segretario che a chiare lettere annuncia la sua intenzione di spendere ogni energia per impedire, si badi bene, non la soppressione del tribunale, ma il suo spostamento a Olbia. Naturalmente, constatata la portata e la pericolosità della gaffe posta in essere da Tomaso Visicale, si è cercato in qualche modo di rimediare, sia attraverso la sua dichiarazione di aver parlato a titolo personale, sia con la farsa di una dichiarazione di autosospensione di alcuni dei membri olbiesi (2 su 4 olbiesi) della segreteria provinciale».
Netto il giudizio politico del segretario cittadino olbiese: «Ritengo che la tanto auspicata unificazione del partito parta davvero col piede sbagliato. Credo altresì che sarebbe davvero cosa dignitosa, che tutti i membri olbiesi della direzione provinciale che hanno in maniera determinante contribuito all'elezione, sia pure illegittima, di Visicale, marcassero le distanze dimettendosi dall'organo provinciale, ivi compresi i consiglieri comunali che hanno eletto Visicale. Mi auguro vivamente che questa sorta di dialogo suicida cessi anche perché sono certa che la diatriba ci stia distogliendo dall'obiettivo del mantenimento del tribunale in Gallura che evidentemente solo a Olbia può sopravvivere. Non mi curo, invece, della voce di tutti quei personaggi che intervengono sulla materia senza aver profuso un solo grammo di impegno nella battaglia e al solo scopo di ottenere una misera ed effimera visibilità personale».(red.ol.)
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