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Olbia

Cellula di Al Qaeda, chiusi i negozi

di Giampiero Cocco
Cellula di Al Qaeda, chiusi i negozi

Gli effetti del blitz antiterrorismo azzerano le attività commerciali dei Khan

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OLBIA. Il “Mondo Bazar”, uno dei negozi del pachistano Wali Sultan Khan, l’uomo finito in carcere con dieci connazionali con le accuse di far parte di una cellula di Al Qaeda operante nell’isola, era stato chiuso sin dall’aprile scorso, al momento del blitz della polizia. Dopo il primo anche gli altri negozi e rivendite di Kebab del commerciante pachistano hanno chiuso i battenti, una situazione che ha messo in grosse difficoltà i familiari. Lo raccontava, ieri l’altro, Fazal I Raman, fratello più piccolo di Sultan Khan il quale non ha dubbi nel ritenere che il congiunto sia rimasto vittima di un equivoco. «Noi siamo in Italia da moltissimi anni, questa è la nostra seconda patria, qui facciamo crescere i nostri figli – dice Fazal I Raman –, siamo andati via dal Pakistan perché la polizia era oppressiva e ora viviamo lo stesso incubo anche in Italia. Non siamo terroristi, ma commercianti» continua a ripetere dallo scorso aprile Fazal Khan. Che segue la sorte del fratello accompagnando la moglie di Sultan che, da quando il marito è in carcere, ha avuto il suo sesto figlio. Ieri l’altro, nel corso del processo, Sultan Khan non ha smesso un attimo di guardare i suoi familiari. Lo farà anche il 16 gennaio prossimo, alla ripresa del processo.

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