Attentato contro il gestore del Moulins
Incendiata l’Audi parcheggiata a Poltu Quadu. Il club di via Lamarmora era stato chiuso giovedì per schiamazzi e risse
OLBIA. Un’auto in fiamme. Di notte. Un attentato, uno dei tanti in città: su questo, nessun dubbio degli investigatori. I quali, però, poche ore dopo fanno una scoperta: l’auto andata bruciata, un’Audi A4, è di proprietà di Raffaele Milia, 39 anni, di Bortigali, uno dei gestori del locale Moulins à Vent, chiuso due giorni prima dalla polizia per schiamazzi e risse.
Il collegamento tra i due fatti è possibile? I carabinieri si limitano a dire che le indagini sono a 360 gradi, senza specificare se c’è un rapporto - e, se sì, quale - tra i due fatti. È un’ipotesi, questo sì.
I fatti. Nella notte tra venerdì e sabato, intorno alle 4,30, scatta l’allarme. In via Modena, quartiere di Poltu Quadu, si vedono delle fiamme uscire sotto una palazzina.
Vengono chiamati i vigili del fuoco. Arrivano e trovano un’Audi A4 station wagon che brucia. Cercano di spegnere il fuoco, anche perché le fiamme stanno attaccando alcune parti dell’edificio e altre due auto. Alla fine, solo l’Audi riporta i danni peggiori, grazie all’intervento tempestivo ed efficace.
I vigili poi verificano l’origine del rogo e accertano che è stato usato del liquido infiammabile, messo sotto le ruote dell’Audi. Un attentato, dunque. E su questo lavorano i carabinieri di Olbia, guidati dal colonnello Alberto Cicognani.
I carabinieri fanno i controlli e, subito, identificano il proprietario dell’auto: Raffaele Milia, 39 anni, originario di Bortigali ma da anni residente a OIbia. Gli fanno molte domande. Anche perché Milia risulta essere il gestore del locale Moulins à Vent. Quello che la polizia ha chiuso solo due giorni prima, in via Lamarmora, pieno centro.
Milia non è da solo, in quell’impresa: con lui ci sono anche soci romeni. Giovedì scorso è scattato il blitz. In precedenza, erano state numerose le segnalazioni e gli esposti presentati dai cittadini per i tumulti e i disordini continui, per l’atteggiamento indecoroso e i comportamenti inaccettabili da parte di tanti frequentatori: gli abitanti della zona hanno parlato di persone che urinavano in ogni angolo, di ubriachi che non smettevano di urlare e poi di giovani che si mettevano a litigare sotto le finestre passando dalle parole alle mani.
Dopo una serie di controlli, il questore di Sassari Pasquale Errico ha deciso di chiudere per 30 giorni il circolo in applicazione dell’articolo 100 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza. Due fatti su cui polizia e carabinieri stanno investigando per capire se possa esserci un collegamento.(red.ol.)
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