Parco fluviale del Padrongianus la gestione ora passa al Comune
La Provincia, sino alla sua completa soppressione, resterà proprietaria dell’area naturalistica L’assessore Spano: sarà una concessione trentennale, ora il bando per l’affidamento del servizio
OLBIA. Scorrono buone notizie. Il parco fluviale del Padrongianus, dopo quasi un anno di chiusura forzata, si prepara a riaprire al pubblico il suo grande cancello di metallo. Il Comune è infatti riuscito ad avere in concessione il parco di proprietà della Provincia. L’ente di via Nanni, che naviga a vista verso una definitiva soppressione, non riusciva più a garantire l’apertura del polmone verde che richiede vigilanza e manutenzione. Dopo la scadenza dell’ultimo bando di gestione, nel febbraio 2015, la Provincia si era dunque trovata costretta a chiudere tutto e abbandonare il terreno. Ma l’assessorato comunale all’Ambiente, guidato da Giovanna Spano, si era subito messo al lavoro per il passaggio della concessione. Venerdì è arrivato il parere positivo del consiglio comunale riunito a Poltu Quadu. Il parco del Padrongianus sarà dunque gestito dal Comune: l’obiettivo è quello di riaprilo entro la prossima primavera.
Il salvataggio. L’assessore Giovanna Spano è soddisfatta. La proposta di delibera, venerdì mattina, è stata votata all’unanimità dal consiglio comunale. «Il parco è sempre della Provincia, ma adesso lo gestirà il Comune. La concessione è trentennale, però vedremo cosa succederà dopo il riordino degli enti locali – commenta l’assessore all’Ambiente -. Purtroppo ci è voluto un po’ di tempo prima di arrivare a questo risultato, ma siamo comunque contenti. Ora lavoriamo per ridare una gestione al parco, ci sarà un bando di gara per l’affidamento del servizio. Speriamo di riaprirlo in vista della primavera». Il parco è in buono stato. La Provincia è infatti riuscita a garantire almeno il servizio di vigilanza per evitare l’assalto dei vandali.
Fiore all’occhiello. Il parco fluviale, inaugurato nel maggio 2009, 33 ettari, è stato un punto di riferimento per tutti gli amanti della natura. Lì si potevano noleggiare canoe e biciclette, partecipare ai laboratori, praticare diversi sport e andare alla scoperta della flora e della fauna. Presente anche un’area giochi. Il parco fu però gravemente danneggiato dall’alluvione del 18 novembre 2013. L’ondata di piena del Padrongianus distrusse il ponte che collegava le due sponde, alcuni camminamenti in pietra, la casetta della cooperativa e anche i giochi dei bambini. Venne quindi riaperto nel luglio 2014 grazie a importanti lavori di ripristino (ponticello escluso) che la Provincia era riuscita a finanziare tra mille difficoltà. Nel febbraio 2015, invece, la chiusura per mancanza di fondi.
La mobilitazione. Il parco del Padrongianus è dunque mancato parecchio alla città, soprattutto nei mesi della bella stagione. Subito dopo la chiusura, per esempio, era anche nato il gruppo Facebook «Gli amici del Padrongianus», che oggi conta quasi 2.400 iscritti. Tutte persone, genitori in particolare, che hanno fatto sentire la propria voce affinché nessuno si dimenticasse del parco fluviale.
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