Porto Pozzo diviso sui migranti in arrivo
L’hotel all’ingresso del borgo ne ospiterà 100. Cittadini e istituzioni pronti all’accoglienza, ma chiedono ordine e sicurezza
SANTA TERESA. Il trasferimento di un centinaio di migranti dal centro di accoglienza di Cargeghe all’hotel Porto Pozzo innesca una serie di reazioni in paese. Tra preoccupazione, generosità, contrarietà. I più chiedono chiarimenti e si rivolgono alle istituzioni. «Il nostro è sempre stato un paese ospitale – afferma Ottavio Demuro, neo presidente dell’associazione Cittadini Porto Pozzo –. Siamo aperti al dialogo sia con l’azienda roprietaria dell'albergo sia col Comune. Vogliamo capire bene la situazione che si prospetta per la frazione, anche in termini di sicurezza e vigilanza del territorio». Tutti commentano l’arrivo dei migranti, pochi ci vogliono mettere la faccia. « Abbiamo molte difficoltà ad accettare questa situazione – dice Giovanna Prugnoli –. Abito a pochi metri dall’hotel. Prima di prendere scelte del genere la comunità andava consultata. Arriveranno un centinaio di migranti, cioè oltre un terzo dei residenti nella frazione». La nebbia sullo spostamento della sede del centro di accoglienza non si è ancora diradata. «Dalla prefettura mi dicono che non è stato ancora deciso quando ci sarà il trasferimento dei migranti, non prima di Natale però. Non si sa con precisione quanti ne arriveranno – racconta il sindaco, Stefano Pisciottu –. Una cosa è certa: non ci sono più le condizioni di sicurezza per tenere aperto il capannone a Cargeghe». Il primo cittadino ricorda che il Comune non ha voce in capitolo sull’aspetto organizzativo e gestionale dell’accoglienza. «Il fenomeno dei migranti è una emergenza nazionale gestita dallo Stato attraverso le prefetture, che redigono i bandi per accogliere i richiedenti asilo politico – afferma – . Nessuno si può tirare indietro. Certo, come ribadito anche dall’Anci sarebbe meglio coinvolgere tutti e ripartire i migranti in numero proporzionale tra i comuni». Spiega infine. «Attraverso i servizi sociali garantiremo il supporto necessario qualora tra loro ci siano minori senza essere accompagnati dai familiari».
Scende in campo anche l'opposizione. Dichiara Angela Antona, capogruppo di “A cara a ventu”. «Nonostante il Comune abbia un ruolo di spettatore perché gli accordi riguardano la società privata e la prefettura, non significa che non debba attuare azioni di vigilanza per garantire dignità ai migranti, una civile accoglienza e convivenza con le comunità locali. Senza creare allarmismi ci faremo promotori di un incontro con la gente che vuole essere consapevole di questa nuova situazione». Per ora Santa Teresa è l’unico comune in cui è previsto l’arrivo dei migranti. «Al contrario di quanto avvenuto in altri centri come Castelsardo e Santa Teresa, costretti a ospitare 300 e 100 rifugiati - spiega il sindaco di Arzachena, Alberto Ragnedda -, il nostro Comune avrebbe la garanzia di ospitare massimo 25 persone. E questo grazie all'avvio di una manifestazione di interesse, portata avanti dagli uffici comunali per l’avvio delle ordinarie procedure imposte dall'Ue e dal ministero dell'Interno. Un provvedimento tecnico mai preceduto da una delibera di giunta, che è un atto politico».
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