Quando la solidarietà abbatte i campanili, una serata per Fabrizio
Alta Gallura in aiuto del giovane olbiese affetto da atassia A Calangianus la prima serata, si replica il 30 a Tempio
CALANGIANUS. Una serata all’insegna della generosità e e della viva solidarietà quella che si è vissuta venerdì sera nell’ auditorium comunale. Fabrizio Pinna, il ragazzo olbiese affetto da atassia, che ha visto per due volte la sua casa colpita dalle alluvioni che hanno investito Olbia, ha avuto un ulteriore attestato dell’affetto che gode da parte degli amici dell’Alta Gallura. Una prova che la solidarietà non ha campanili. Una serata con canti, balli e varietà , protagonisti artisti di Tempio, Calangianus, Luras e Valledoria. Questi i loro nomi: Pietro e Simona Canu, Lina Jandolo, Rosa Lamanda, Massimiliano Maisto, Carmelo Mammola, Gabriele Orecchioni, Luca Pittorru, Antonio Sale, Federica Sardo, Leonardo Careddu e Sofia Locarelli.
«Tutto ciò - dice Ciro Chirico, presentatore e animatore - perché siamo vicini a Fabrizio che lotta contro una malattia ancora sconosciuta, e a una madre coraggio che gira il mondo alla ricerca di qualunque cosa che possa migliorare la vita di suo figlio. Mobilitarci per questo ragazzo, ci gratifica».
Due ore di grande altruismo e tante offerte che verranno interamente devolute al comitato che vuole aiutare Fabrizio. Avis, Gruppo Folk Lu Rizzatu,Amichi di la graiglia hanno dato il loro contributo. La presenza del sindaco Loddo e del parroco don Umberto Deriu ha fatto capire che la comunità ha rusposto all’appello per Fabrizio. Poi la forte emozione nel guardare i video che davano voce a Fabrizio e presentavano il suo quotidiano; la lotta di sua madre, le loro vicissitudini, i drammi che li hanno coinvolti e che avrebbero abbattuto chiunque. «Ancora una volta – ha detto la madre Francesca Cavassa che ha voluto fare una sorpresa a tutti portando sul palco anche Fabrizio - siamo commossi da tanto affetto. E’ un abbraccio che ci dà coraggio, visto che lo Stato ci lascia soli a combattere questa battaglia . Purtroppo siamo in Italia. Ci muoviamo fra l’America ed il Gemelli di Roma ed altri importanti ospedali perché l’atassia è ancora sconosciuta, ma è il sorriso di Fabrizio che ci dà la forza per continuare la lotta ed attendere qualche risposta dalla scienza ».
Alla fine della serata tutti attorno a Fabrizio per cantare le canzoni di Max Pezzali.
Si replica a Tempio il 30 dicembre al Teatro Giordo.
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