Olbia, il Pai blocca i volumi, il Puc li trasferisce
Il Piano urbanistico fa salvi i diritti di edificabilità nelle zone ad alto rischio idrogeologico e consente di realizzarli altrove
OLBIA. Preziosi anche nelle zone alluvionate. I metri cubi di proprietà dei cittadini non saranno spazzati via dal Piano di assetto idrogeologico. Il Puc allo studio dell’amministrazione prevede che i diritti di edificabilità possano essere trasferiti altrove. Un meccanismo che vale solo per quelle zone della città in cui il Pai vieta di mettere anche un solo mattone. Il sistema è abbastanza semplice. L’assessore all'Urbanistica, Carlo Careddu, lo ha illustrato nel corso di una assemblea con i residenti in zona ospedale. Se un cittadino possiede un patrimonio di metri cubi da realizzare in una zona classificata ad altro rischio idrogeologico non perderà il suo tesoretto di cemento. Potrà concordare con il Comune di traslocare i suoi mattoni virtuali in un altro punto della città e lì impilarli concretamente. «Ovviamente resta salvo il principio per cui siamo contrari a un eccessivo consumo del suolo – spiega l’assessore Careddu –. I nuovi metri cubi dovranno essere inseriti in uno sviluppo armonico, non disordinato, della città».
Il trasloco dei volumi. Per l’amministrazione una risposta a chi temeva di perdere il proprio patrimonio volumetrico, magari conquistato con sacrificio negli anni. Il Comune mette la sicurezza al primo posto, ma non dimentica gli interessi delle famiglie. E inserisce tra i pilastri del Piano urbanistico anche un altro meccanismo.
Case da trasferire. Chi oggi vive in una casa alluvionata o molto vicina ai canali e per diversi motivi vorrebbe trovare una soluzione diversa, potrà realizzare gli stessi volumi in un’altra area della città cedendo l’ abitazione al Comune. Ovviamente è una operazione completamente a carico del privato e volontaria. Al momento non esistono finanziamenti che aiutino il cittadino dal punto di vista economico in questa scelta.
Mai più la stessa. «Di fronte alla realizzazione del Puc siamo partiti da una considerazione – afferma il sindaco Gianni Giovannelli –. Che dopo gli eventi del 18 novembre Olbia non sarebbe stata mai più la stessa. Che la città sia cresciuta in modo disordinato è sotto gli occhi di tutti. Ci sono 13 piani di risanamento. Nel momento in cui abbiamo cominciato a programmare il futuro dei prossimi dieci anni è evidente che non abbiamo potuto non tenere conto di una nuova visione urbanistica. Eppure c'è ancora qualcuno che viene in ufficio da me e mi dice: “io ho una veranda abusiva costruita sul canale. Tanto prima o poi arriverà un condono e la sanerà”. Non è possibile che dopo quello è successo a questa città ci siano cittadini che possano ragionare ancora in questo modo. Qualcuno dice: colpa del Comune che allora non impedì di costruire abusivamente. Proviamo a invertire questo modo di pensare».
Riuso e riqualificazione. Tra gli altri punti chiave del Puc in fase di elaborazione c’è il riutilizzo degli edifici esistenti e la loro riqualificazione. Previsti anche nuovi metri cubi nelle zone F turistiche, ma per costruire alberghi non seconde case.
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