«Imprese sole e tartassate, è ancora allarme rosso»
Il presidente dell’associazione gallurese dipinge uno scenario poco incoraggiante «Economia in chiaroscuro, ma se lavoriamo tutti insieme possiamo cambiare»
OLBIA. L’affanno del periodo recente e le incertezze sullo scenario che apre il nuovo anno non sono incoraggianti per le imprese dell’artigianato. Tuttavia il sistema delle piccole e medie imprese non smette l’ottimismo, e partendo dai buoni (e unici) segnali favorevoli che arrivano dal turismo dopo alcuni anni di passi lenti, spera nella ripresa. Economia in chiaroscuro, tassazione alta e 2016 indecifrabile: sono i perimetri della sofferenza indicati dal presidente della Confartigianato Gallura Giacomo Meloni. «Non ci siamo: è ancora allarme rosso in un territorio sul quale gravano le incognite di uno sviluppo cristallizzato da troppo tempo».
L’appello e la speranza. Cinghia stretta e portafogli sottile non frenano le aspettative: «L'economia stenta a ripartire, l'occupazione è in chiaroscuro, la tassazione locale è ancora troppo alta e il futuro dell'amministrazione del territorio è un rebus. Insomma, il 2016 della Gallura è ancora indecifrabile ma gli artigiani credono nella ripresa e vogliono vedere in modo positivo l'arrivo del nuovo anno», Meloni.
I numeri. I buoni segnali dati dal sistema vacanziero non bastano per invertire il trend economico che pesa sulle imprese artigiane Galluresi anche con i dati molto critici sull'occupazione e sulla tassazione locale.
I primi dati, forniti dell'Agenzia regionale per il Lavoro, dicono che se alla fine di settembre 2014 i galluresi in cerca di occupazione, iscritti ai Centri per l'Impiego, erano 39.803, nello stesso periodo di quest'anno sono 41.030, ossia 1.227 in più. Avversi anche i dati che arrivano dal saldo occupazionale del terzo trimestre 2015 (fine settembre, in concomitanza con la chiusura della stagione turistica): il bilancio tra assunzioni (11.542) e cessazioni (20.600), corrisponde a -9.058 occupati.
Dolorosi per l’artigianato anche i numeri della fiscalità, dai quali, nell’analisi dell’associazione, affiora la radiografiadi un tessuto imprenditoriale «che a fronte di gravissime carenze strutturali e di opportunità di crescita», versa ogni anno allo Stato e alla Regione almeno 9.399 euro di tasse locali (per ogni impresa). È il conto totale dato da Irap, addizionali comunali e regionali, Imu e Tasi. «Un carico fiscale e costi del lavoro insostenibili per tantissimi imprenditori del nord est Sardegna che, anche per questo, continuano a chiudere ogni giorno». Dal 2011 al 2014, a livello nazionale, il prelievo è aumentato del 76,8%.
Stagnazione. «A volersi basare sugli annunci – osserva Giacomo Meloni – , pare in arrivo un nuova rinascita con investimenti, nuove agevolazioni per chi intraprende un'attività economica, ma finora il clima tra le imprese continua ad essere non sereno. A livello locale si continua a registrare una forte stagnazione del settore edile che, in assenza di pesanti investimenti, si regge ancora sul vecchio e nuovo Piano casa». Per gli artigiani galluresi «in questi anni le imprese non sono state supportate da provvedimenti destinati a favorirne la competitività sui mercati, ma anzi sono state oberate da una sistema burocratico e di tassazione che le ha stritolate».
Lavoro comune. Confartigianato Gallura chiede agli amministratori locali «maggiore sensibilità» e alle altre associazioni datoriali, una «unità di intenti per manifestare il disagio di un sistema produttivo cristallizzato che sta avendo pesanti riflessi sulla struttura dell'intero territorio». Il rischio, conclude Meloni, « è di distruggere un sistema economico locale che era il fiore all'occhiello della Sardegna . Noi non vogliamo questo e siamo convinti che ci siano le possibilità di lavorare. Ma questo potrà avvenire solo se ci sarà la voglia di cambiare e di crescere tutti insieme».
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