La Nuova Sardegna

Olbia

Non cessa l’allarme siccità, record negativo nel Liscia

di Sebastiano Depperu
Non cessa l’allarme siccità, record negativo nel Liscia

Luras, sempre più basso il livello nel bacino idrico che serve mezza Gallura Gli ultimi rilevamenti fanno registrare solo 33 milioni di metri cubi d’acqua

2 MINUTI DI LETTURA





LURAS. Non rientra l’allarme siccità in Gallura, anzi pende inclemente su decine di migliaia di persone. Il bacino del Liscia è sempre più secco. Il livello minino raggiunto a settembre non è migliorato per niente. Anzi. È record negativo dall’inverno 2000/2001. Dei quasi 106 milioni di metri cubi del collaudo massimo, ne fanno capolino solo 33 milioni, stando agli ultimi rilevamenti di questi giorni, all’interno della struttura della diga. Il bacino idrico è per la maggior parte del Comune di Luras. La situazione è parsa subito drammatica già dal 31 agosto, quando la riserva ha fatto registrare 41 milioni di metri cubi di acqua presenti nell’invaso.

In oltre quattro mesi, ne sono andati in fumo circa 10milioni. La richiesta attuale del consumo idrico è di circa mezzo milione di metri cubi di acqua al giorno, circa la metà della richiesta estiva. Lo scorso anno, nello stesso periodo invece, il Liscia conteneva oltre 80 milioni di metri cubi d’acqua, quasi tre volte di quelli che ci sono quest’anno negli ultimi mesi del 2015. Una situazione del genere non si verificava da molto. E questo potrebbe far scattare la fase denominata “Livello di pericolo” che imporrebbe le prime restrizioni al prelievo per i centri interessati. Per sessanta, novanta giorni le scorte sono assicurate ancora bene. Dopo? Si attendono le piogge o altre soluzioni. I Comuni che ricevono l’acqua dal bacino lurese sono tanti: Santa Teresa Gallura (con le frazioni di Porto Pozzo, Porto Pollo e Ruoni), Palau, Bassacutena, Luogosanto, Loiri Porto San Paolo, Olbia, Porto Rotondo, Golfo Aranci, Arzachena (con i borghi di Cannigione, Portisco, Baia Sardinia e Porto Cervo) e Telti. L’acqua arriva addirittura alle porte di San Teodoro. Dieci giorni fa, in consiglio comunale ad Olbia, il consigliere del Centro democratico, Nicola Midulla (che è anche dipendente Enas, Ente delle Acqua della Sardegna) è intervenuto parlando di attesa per la sistemazione del potabilizzatore di Pedra Maiori che dovrebbe dare al territorio di Olbia tra i 400 e 500 litri di acqua al secondo. Inoltre, si aspettano anche notizie sulla situazione dei lavori della diga di Monti Di Deu su Limbara. Lo stesso Midulla tempo fa avanzò l’ipotesi di costruire un altro invaso: «Se non basta una struttura idrica – disse – visti i periodi di siccità e i cambiamenti climatici ai quali andremo incontro, perché non pensiamo a crearne anche altre di riserve d’acqua. Servono per noi ma, soprattutto, per il periodo turistico, il nostro motore dell’economia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative