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Olbia

Attentato a San Simplicio un bar dato alle fiamme

Attentato a San Simplicio un bar dato alle fiamme

Raid nella notte contro il locale di un trentenne sassarese: danni solo all’interno Le indagini dei carabinieri puntano sulle riprese delle telecamere di sicurezza

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OLBIA. Anno nuovo, primo attentato. Nella notte tra il 1 e il 2 gennaio, un incendio è stato appiccato in un locale del centro storico. A essere colpito è stato il bar “La Basilica”, in via Fausto Noce, proprio di fronte alla chiesa di San Simplicio.

L'allarme è scattato poco prima dell'una, su segnalazione di un residente. Ha visto le fiamme, il fumo, e ha chiamato i vigili del fuoco e le forze di polizia. C'è voluto un lungo lavoro per spegnere le fiamme, appiccate all'interno del locale, di proprietà di un trentenne sassarese.

I vigili del fuoco hanno lavorato dall'una alle quattro del mattino. La plastica, soprattutto, ha alimentato il rogo. Messo in sicurezza il locale, che confina con altre case, tra cui quella del parroco della basilica, don Debidda, sono cominciate le indagini.

Per i vigili del fuoco e per i carabinieri del reparto di Olbia non ci sono dubbi: si tratta di un attentato. In base alla loro prima ricostruzione, alcune persone hanno fatto irruzione nel bar forzando la porta d'ingresso del locale. Poi, hanno versato del liquido infiammabile (probabilmente benzina) sul bancone del bar. Infine hanno acceso il fuoco, che in poco tempo si è propagato, investendo gli arredi del locale.

I carabinieri sono al lavoro su alcuni elementi. In particolare, sulle immagini di alcune telecamere che, nonostante il buio, hanno ripreso quell'area. Nei video potrebbero esserci particolari decisivi per dare un nome agli autori dell'attentato. Il primo, appunto, del 2016.

Alla fine del 2015 ci sono stati altri attentati, tutti di natura incendiaria.

Il primo è avvenuto il 19 dicembre, in via Modena, nel quartiere di Poltu Quadu. Alle 4,30 è stata date alle fiamme l'Audi di un autotrasportatore di 40 anni, di Bolotana, da anni residente a Olbia. Le indagini successive hanno portato a scoprire che era uno dei gestori del locale Moulin ° Vent, chiuso pochi giorni prima dalla questura per via delle numerose segnalazioni arrivate dagli abitanti del centro storico: troppo chiasso, l’accusa.

L'altro attentato c’è stato il 23 dicembre, aveva colpito il baretto Summer Beach, nella spiaggia delle Saline, che era finito nel mirino degli incendiari anche sette giorni prima.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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