Bici col contagocce: Olbia poco ciclabile
I risultati dell’indagine del Laboratorio per la mobilità: solo l’ 1,15 per cento utilizza le due ruote
OLBIA. Sembrano quasi una specie aliena. Gli olbiesi che decidono di tenere l’auto in garage, e montare sul sellino di una bicicletta, sono ancora troppo pochi. In più devono fare i conti con una miriade di condizioni sfavorevoli: dal numero insufficiente delle piste ciclabili, alla poca pazienza degli automobilisti. Il dato parla chiaro: solo l’1, 15 per cento dei veicoli che transitano a Olbia è composto da biciclette. A studiare i comportamenti, le abitudini e i disagi dei ciclisti urbani olbiesi è stato Hub.Mat, il Laboratorio per la mobilità, l’ambiente e il territorio, tramite un censimento molto dettagliato chiamato «Olbiaconta(bi)ci». I risultati non danno scampo: Olbia non è una città a misura di bicicletta.
L’ identikit. Il 91, 8 per cento dei pochi ciclisti urbani ha un’età superiore ai 25 anni. Praticamente tutti gli intervistati possiedono una bicicletta propria. E tre ciclisti su quattro utilizzano la bici alcune volte la settimana, se non ogni giorno. I motivi della loro scelta sono diversi: c’è chi lo fa per tenersi in forma, chi perché si sente più felice, chi per evitare di rimanere imbottigliato nel traffico. Basso, invece, il numero di chi utilizza la bici per un solo risparmio economico. I ciclisti che hanno partecipato al questionario, inoltre, prevalentemente percorrono 20 chilometri a settimana: il 36 per cento copre il percorso casa-lavoro, un altro 36 pedala nel tempo libero, il 15 per svolgere commissioni e il 12 per altro. Nessuno degli intervistati utilizza la bici per accompagnare i figli a scuola o all’asilo. Poi un altro dato significativo: il 53 per cento non usa il casco.
Bici col contagocce. Hub.Mat ha anche raccolto dati sul numero degli spostamenti in bicicletta che avvengono a Olbia in determinati momenti e punti della città. Il 12 novembre, dalle 16 alle 17 davanti al centro Martini, sono passate soltanto 25 bici su 1000 veicoli totali. In altre parole, soltanto il 2, 5 per cento. Il giorno successivo, dalle 8 alle 9.30 lungo viale Principe Umberto, è passata soltanto una bicicletta (0,1 per cento dei transiti totali). Lo stesso giorno, ma dalle 17 alle 18 all’incrocio tra via Roma e via Mameli, la rivelazione ha evidenziato una percentuale di ciclisti pari all’1, 3 per cento. La mattina del 14 novembre, in viale Aldo Moro all’altezza dell’entrata del mercatino rionale, è stato registrato solo lo 0,7 per cento. In definitiva Hub.Mat ha stimato una media dell’1, 15 per cento degli spostamenti giornalieri effettuati in bici nel periodo dell’osservazione. L’80 per cento dei ciclisti, inoltre, era composto da uomini giovani.
Olbia poco ciclabile. Ma Hub.Mat ha anche chiesto ai ciclisti di segnalare i punti più pericolosi della città. Ecco i principali: viale Aldo Moro, via Vittorio Veneto, via Mameli, via Roma, via Veronese, la discesa di Poltu Quadu, sopraelevate, cavalcaferrovia, rotatoria di via Galvani, tratto zona industriale - Pittulongu, tratto tribunale – aeroporto, pista ciclabile di via Ferrara perché occupata da auto e pedoni. Poi i suggerimenti per risolvere i problemi: piste ciclabili uniche e senza interruzioni, meno buche nelle strade, meno file di parcheggi, più illuminazione pubblica, più rastrelliere, riduzione della velocità del traffico.
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