Olbia, diciassette anni per il delitto al Nabila
La Cassazione conferma la condanna per Ionut Dobre, accusato di aver accoltellato il ventenne Iulian Onia fuori dal locale
OLBIA. La Corte di Cassazione ha conferrmato, alla vigilia di Capodanno, la condanna a 17 anni di reclusione per omicidio volontario al romeno Georgian Ionut Dobre. Il giovane immigrato, 24 anni, uccise a coltellate, al culmine di una violenta lite scoppiata tra connazionali in un ristorante di Olbia il “Nabila”, Iulian Onia, 20 anni, il quale lo avrebbe pesantemente insultato, tra i fumi dell’alcol, durante una cena tra amici. L’omicidio avvenne alla vigilia di Pasqua del 2011. La vittima di quella sanguinosa aggressione venne soccorsa da diversi connazionali, rimasti anche loro feriti nella violentissima collutazione, e trasportato in fin di vita all’ospedale di Olbia, dove morì per le gravi ferite riportate nell’aggressione, durante il quale venne fatto uso di un coltello a serramanico con una lama lunga oltre 14 centimetri.
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La conferma della sentenza d’appello da parte della prima sezione penale della Corte Suprema di Cassazione, alla quale avevano fatto ricorso i difensori dell’assassino adducendo carenze di motivazione nella sentenza di condanna, che confermava la pena di 17 anni di reclusione inflitta a Ionut Georgian Dobre in primo grado dal gup del tribunale di Tempio Vincenzo Cristiano, è stata decisa e depositata il 29 dicembre scorso. Il procuratore generale, ritenendo più che fondate le argomentazioni sui futili motivi avanzate dalla pubblica accusa in primo grado (il caso venne istruito e portato davanti al giudice del sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Elisa Calligaris) e dal Pg in secondo grado, ha chiesto e ottenuto dai giudici della Suprema corte la conferma della sentenza di condanna. L’unica istanza accolta dalla Cassazione riguarda il reato di lesioni personali contestate all’imputato e inerente le ferite riportate dal connazionale Marius Cracium. I giudici hanno deciso che per questo reato – per il quale era stata contestata l’aggravante dei futili motivi (la pena è stata di sei mesi di reclusione) – dovrà esserci un nuovo pronunciamento in Corte d’appello di Cagliari.
Iulian Onia, un giovane originario della Romania che si era perfettamente inserito nella comunità di romeni che vivono a Olbia, venne aggredito e accoltellato, all’esterno del bar ristorante Nabila di via Cairo, la notte della pasqua del 2001 dal concittadino Georgian Ionut Dobre. Il giovane, che aveva avuto una accesa discussione all’interno del locale, venne raggiunto all’esterno del ristorante da Ionut Dobre e aggredito verbalmente.
La lite scoppiata tra i due coinvolse altri tre romeni sin quando nelle mani dell’aggressore non apparve un coltello a serramanico, la pattadese con la quale Jonut Dobre colpì al cuore l’antagonista e ferì i connazionali prima d’essere disarmato. I soccorsi prestati al giovanissimo Iulian Onia furono vani. Il ferito, arrivato in gravissime condizioni all’opedale di Olbia, era morto subito dopo il ricovero.
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