Olbia, appello di una madre coraggio: «Mia figlia ha bisogno d’aiuto»
La giovane cerebrolesa ha il femore fratturato e deve raggiungere Marsiglia: «È stata sempre seguita in Francia ma la Regione non mi rimborsa le spese: datemi una mano»
OLBIA. E’ il sorriso della figlia, a darle la forza di lottare. Sono quegli occhi così pieni di luce, a illuminare la sua vita. Anche se è una vita che l’ha messa a dura prova. Ma Maria Antonietta Marras, una madre coraggio dalla forza incredibile, per la sua Micaela, cerebrolesa, è disposta a fare qualunque cosa pur di farla star meglio.
Adesso, Micaela, che ha 33 anni, deve essere operata: da più di un anno ha una frattura al femore e il 19 gennaio dovrebbe raggiungere Marsiglia: dovrà essere visitata e poi si deciderà quando fare l’intervento. Ma da sola, Maria Antonietta, non può farcela. Ci sono tante spese da affrontare e la Regione ha già detto no due volte alle sue richiesta di rimborso. «L’ortopedico che segue mia figlia a Olbia è d’accordo con me e rispetta la mia scelta. Che è quella, appunto, di voler portare Micaela in Francia, perché lì è stata curata più volte nel corso degli anni. Ma la legge parla chiaro. E se l’intervento a cui deve essere sottoposta mia figlia può essere fatto in Italia, allora i rimborsi vengono negati. Perché? Io devo poter essere libera di scegliere e voglio percorrere qualunque strada pur di far arrivare Micaela a Marsiglia».
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E l’unica strada possibile, a questo punto è l’appello alla solidarietà. «Chiedo aiuto alle tante persone generose che possono darmi una mano, perché non ho alternative». E di sicuro saranno in tanti ad aprire il loro cuore per aiutare una ragazza che ne ha davvero bisogno e per dare a sua madre tutta la forza necessaria per vincere questa ennesima sfida della vita.
Maria Antonietta Marras ha fatto sempre tutto da sola. Ogni momento, da quando Micaela è nata, lo trascorre con lei. I giorni così come le notti sono lunghi e faticosi, spesso con complicanze improvvise che una madre come Maria Antonietta ha imparato ad affrontare. «Aiuti? Pochi, veramente pochi - dice ancora la donna -. Ciò che ci spetta in base alla legge 162 è sufficiente per pagare una badante. Al resto devono pensare io. La fisioterapista mi viene garantita dalla Asl, ma adesso (a causa dei tagli) è un’assistenza a singhiozzo. In questo periodo, tra l’altro, Micaela non può sottoporsi alle necessarie sedute di fisioterapia proprio perché ha il femore della gamba destra fratturato. E’ difficile muoverla perché prova un dolore incredibile, è difficile cambiarla. Quando, a fine 2014, sono andata a Marsiglia dal professore che l’aveva sempre operata (ma che ora è andato in pensione) per esporgli il nuovo problema di Micaela, ho chiesto alla Regione il rimborso delle spese ma è arrivato un secco no per i motivi che ho già spiegato. Poi sono tornata in Francia a settembre 2015 per incontrare il nuovo specialista che mi è stato segnalato e che fa parte dell’équipe che conosce il caso di Micaela. Così stata fissato la visita per il 19 gennaio. Un appuntamento a cui non voglio mancare, ma per rispettarlo ho davvero bisogno di aiuto».
Chiunque volesse dare un contributo potrà farlo eseguendo un bonifico bancario (on line o allo sportello di qualunque istituto di credito) intestandolo alla madre di Micaela). Questo il codice Iban: IT37Z0100503246100081644816. (s.p.)
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