Primo gruppo di migranti a Porto Pozzo
Arrivato all’hotel di Santa Teresa uno scaglione proveniente da Cargeghe. Presto sarà raggiunto da altri 60 disperati
SANTA TERESA. Attesi nelle prime del pomeriggio, a bordo di due autobus in 80 varcano il cancello d'ingresso dell'hotel Porto Pozzo quando ormai è già buio. Sono una parte dei migranti trasferiti nella piccola frazione gallurese dal Centro di accoglienza di Cargeghe, chiuso per motivi di sicurezza. Fra le persone traasferite ci sono anche alcune famiglie con bambini. Sono tutti cittadini stranieri richiedenti asilo politico, fuggono dai loro paesi africani di origine: Eritrea, Nigeria, Senegal e Gambia. Si ricongiungeranno presto con gli altri 60 migranti con i quali convivevano, sino a ieri, nella struttura del piccolo comune in provincia di Sassari.
Per questi ultimi non è ancora stata comunicata la data di trasferimento nell'hotel, situato all'ingresso di Porto Pozzo, frazione distante una decina di chilometri da Santa Teresa e Palau. Il viaggio dal vecchio capannone industriale di Cargeghe, riadattato a centro di accoglienza, è durato poco più di due ore. I migranti sono stati scortati nel loro viaggio dagli agenti della polizia di Stato e, all'ingresso in paese, anche dalla polizia locale. Nel parcheggio esterno della struttura alberghiera a 3 stelle è buio pesto. Il cancello all'ingresso principale si apre e si richiude subito, giusto il tempo di far entrare i due pulman e le auto della polizia. Strappare qualche commento è impossibile. È però immaginabile lo stupore che di sicuro avranno provato i richiedenti asilo politico entrando nell'hotel. Una struttura calda e accogliente, un ambiente e uno scenario decisamente diversi da quelli che si sono lasciati alle spalle. Questa mattina i migranti scopriranno meglio che sono ospitati in una lussuosa struttura immersa nel verde, poco distante dalla spiaggia del paese. Il trasferimento dei migranti nell'hotel Porto Pozzo era stato deciso alcuni giorni prima di Natale dalla CoinSar, la società che è anche proprietaria del Centro-capannone di Cargeghe, dopo gli accordi presi con la prefettura. Il Comune sino a poco tempo fa era all'oscuro. Il sindaco,
Stefano Pisciottu, aveva dichiarato di non avere ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Il trasferimento, infatti, sino a ieri era avvolto dalla nebbia. Non si sapeva con precisione quando e quanti migranti sarebbero giunti nella frazione, che conta circa 300 abitanti. «Il rapporto, d'altronde, è gestito in modo diretto dall'azienda privata e la stessa prefettura», aveva sottolineato il primo cittadino. All'inizio si ipotizzava l'arrivo di un centinaio di rifugiati. Ora, a quanto pare, in paese giungeranno in tutto 140 migranti, più o meno quelli che erano ospitati a Cargeghe. Il Comune non ha voce in capitolo sull'aspetto organizzativo e gestionale dell'accoglienza. La notizia aveva innescato una serie di reazioni in paese. Tra preoccupazione, generosità e contrarietà i più chiedevano e continuano a chiedere chiarimenti alle istituzioni.
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