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Olbia

Santa Teresa, il sindaco Pisciottu: «Un obbligo morale ospitare i migranti»

Walkiria Baldinelli
L'hotel Porto Pozzo dove sono ospitati i migranti
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L'hotel Porto Pozzo dove sono ospitati i migranti

I primi 80 sono già arrivati a Porto Pozzo Il Comune a breve convocherà una assemblea con i cittadini

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SANTA TERESA. Fa appello al buon senso e al sentimento di umanità di fronte all’emergenza migranti che ha coinvolto il borgo di Porto Pozzo. Il sindaco Stefano Pisciottu non nasconde che avrebbe preferito una migliore distribuzione dei migranti sul territorio. Ma aiutare le persone trasferite da Cargeghe, che fuggono dalla morte, dalla guerra e dalla miseria in cerca di speranza, per il primo cittadino è un obbligo morale oltre che di legge.

Da martedì sera l’hotel Porto Pozzo ospita i primi 80 migranti, tra cui anche dei bambini. Arrivano dall’Eritrea, dalla Nigeria, dal Senegal e dal Gambia. A questi se ne aggiungeranno a breve altri 60. «Su questo argomento si legge di tutto – commenta Pisciottu –. Cittadini benpensanti che auspicano una rivolta e attribuiscono al sindaco la responsabilità di aver accettato supinamente queste persone. Sindaci che dichiarano la loro indisponibilità ad accogliere i migranti pensando che così facendo la Prefettura rinuncerà ad accettare la disponibilità di strutture idonee. Il fenomeno dell’ immigrazione di rifugiati e richiedenti asilo ha assunto dimensioni planetarie e non può essere affrontato in maniera ideologica».

Il sindaco ricorda le procedure di legge per il servizio temporaneo di accoglienza. «Sono finalizzate ad acquisire offerte da parte dei privati che abbiano la disponibilità di strutture, in proprietà o in affitto, idonee per questo servizio. Non è previsto nessun tipo di assenso o accordo con i sindaci delle città nelle quali si trovano le strutture». Pisciottu avrebbe preferito una distribuzione più equa dei cittadini stranieri, in proporzione alla popolazione residente per consentire un normale processo di accoglienza e integrazione. «La frazione di Porto Pozzo, proprio per la ridotta presenza di residenti, circa 300, per la sua posizione di isolamento dal resto del territorio non è la soluzione ottimale per accogliere 140 migranti – sottolinea il primo cittadino –. Purtroppo la realtà è ben diversa e la nuova situazione ci vede impegnati nell’affrontare con serenità questo gravoso impegno. Svolgeremo il nostro ruolo istituzionale, ascoltando le preoccupazioni della nostra popolazione e della gente ospitata. Vigileremo affinchè la gestione di questa operazione venga condotta nel miglior modo possibile. Non appena saremo in possesso dei dati definitivi da parte della prefettura sarà nostra cura organizzare una assemblea pubblica per cercare di chiarire ogni dubbio e affrontare la situazione serenamente».

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